Vito Bologna - Alcolore

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Racconti
NON E` MAI TROPPO TARDI

di:Vito Bologna


Si e no avevo 8 anni, ne lavoravo da due in un bar, a pulire tazzine di caffè era il 1952 e mi alzavo ogni mattina alle 4 per farmi un chilometro a piedi, da via Pietro Novelli a piazza Ciullo, quella mattina giunto al Corso 6 Aprile trovai come sempre i netturbini che pulivano e un senza famiglia che al paese chiamavano " TOTO’ LU GIURNALARU " un tipo che vendeva il Giornale Di Sicilia per le strade. Fu con sorpresa, (e tanta paura da parte mia) che Totò gridò il mio nome da una quarantina di metri, mi gridava di aspettarlo, girando gli occhi come in cerca d’aiuto, vidi che i due netturbini, s’erano fermati e guardavano dalla mia parte, fu allora che presi coraggio e mi fermai. Non appena mi fu vicino Totò prese dal suo carrello pieno di giornali una busta rigonfia e mi dice: " Tieni e impara da solo, se impari una frase al giorno sono 30 al mese e più di 300 l’anno immagina a 50 anni puoi fare l’esame per la 5 elementare." Mentre aprivo la busta con mani tremanti udii i due netturbini ridere, mentre uno diceva:" Solo Totò può pensare a prendere il diploma a 50 anni." L’altro rispondeva: " In fondo è vero, non è mai troppo tardi. "
Era la prima volta che ricevevo un regalo, e forse fu il regalo che cambiò la mia vita. I netturbini ridevano mentre io ringraziavo Don Totò per quella busta piena di N.E.T. ( Nuova Enigimistica Tascabile ) ma lui, Don Totò era gia lontano un paio di metri gridando ai guidatori delle macchine di passaggio di acquistare il giornale. Forse fra le risate dei netturbini e le sue grida, non sentì nemmeno il mio ringraziamento.
Erano le 11 di mattina al bar dove facevo il barista, entra il postino e mi consegna una busto che proveniva dal Nord. Da quella mattina che Don Totò mi regalò la busta, di anni ne sono passati 10, adesso non pulisco più il bagno o lavo tazzine, sono il primo barista del PICCOLO BAR, esco in strada e come un pazzo grido, " Don Totò, Don Totò, chi a visto a Totò lu giurnalaru ? " fu allora che il Dottor Lauria mi ferma e vuole sapere perché stavo cercando Totò, dopo avergli spiegato il motivo mi dice " Va bene calmati torna a lavorare, lo vado a cercare io con la macchina," Tornai dentro al bar, a servire caffè ai pochi clienti usuali, dopo un trenta minuti venne il proprietario del locale con una bottiglia si spumante e otto bicchieri, e mi fa, " Tieni, portala fuori al tavolo 16" Appena uscito vidi al tavolo 16 il Dottor Lauria che leggeva a tutti ( una ventina di persone ) le poche righe di una lettera, mentre Don Totò lu giornalaru, mostrava un diploma rilasciato dalla N.E.T. intestato a Vito Bologna. Ricordo che quella sera il Dottor Lauria, portò me e Don Totò in un locale, dove cerano altri paesani, e ci offri una pizza, poi dopo aver ringraziato Don Totò per avermi dato quella busta nel 1952, mi consegnò il diploma della N.E.T.
Non so chi era più felice quella sera, il venditore di giornali senza famiglia, che tutti gli stringevano la mano o il giovane barista analfabeta, ma che scrive poesie, diplomato dalla N.E.T., oppure il Dottore della mutua che aiutava gli analfabeti a leggere e scrivere.
Fa freddo in America, fra le montagne della Pensilvenia, stasera c’è temporale sono seduto solo davanti al PC leggendo cosa dicono nell’Italian chat di AOL.
D’un tratto sento una voce, " YOU GOT MAIL '' è la Poetessa Zagare, che mi manda una posta elettronica per ringraziarmi e m’invita a visitare un blog, Zagare-Libero Community - Blog, entro e vedo una mia poesie dedicata a Lei, d’istinto vado in altri siti, “scrivi.com e alcolore.it” Chiudo gli occhi mi rivedo giovane analfabeta con una grande voglia d’imparare, sento una voce gridare " Giornale di Sicilia, Ultime notizie, compratevi il giornale fresco di stampa."Rivedo la sala d’attesa del dottore dove passavo il tempo a leggere riviste, giornali, e riempire le pagine della net. e dove il Dottore, si affacciava casualmente per correggere gli errori che facevo.
Mi viene da ridere e fra una lacrima che asciugo, un’altra scende piano, mi chiedo chi sa se i due netturbini ricordano ancora quella frase che nessuno dovrebbe dimenticare, Chi sa se sono ancora in tempo a ringraziare Don Totò per quella busta di 56 anni fa, Chi lo sa se sono in tempo a dire grazie al Dottore che mi esortava a fare sempre meglio.
Ma forse anche la mia nipotina di tre anni ha ragione, ieri sera erano le nove e trenta, mi chiama nella sua stanza e mi dice " NONNO MI LEGGI UNA FAVOLA? “ Rispondo: “ tesoro sono le 9,30 è tardi”, e lei di rimando, come un eco che si trascina negli anni, “NONNO, per le tue favole – non è mai troppo tardi”.
 
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