Vito Bologna - Alcolore

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Racconti
Che giornataccia (Amor perduto)

di: Vito Bologna


22 Aprile 2007, che giornataccia, vento pioggia, una tempesta che vieta di uscire, ancora in pigiama guardo dietro la finestra la pioggia venire giù, faccio un’altro espresso e mi siedo al PC, per leggere le notizie, e dare una controllata alla posta, non ne dovrei avere tanta, di solito il sabato le persone escono e non scrivono e-mail. Come pensavo, solo 22 mail, il più, commenti che fanno alle mie poesie, vedo un nick nuovo e lo apro per primo.

Caro Vito,
da anni leggo le tue poesie, e ti ringrazio per dividerle con noi tutti, volevo chiederti come mai non mandi il tuo racconto AMOR PERDUTO a Alcolore ?
Credo che a molti fa piacere sapere come è nata la tua poesia "Amor Perduto".
Sono una tua ammiratrice, e anche se faccio copy e stampo tutte quelle che metti nei siti, ho anche i tuoi libri, " IL NONNO' & "SOLITUDINE". Una chattista del Canada mi inviò alcuni dei tuoi racconti fra cui AMOR PERDUTO, puoi per favore inviarlo a Alcolore cosi posso fare leggere a mia figlia la versione in Inglese ?
Ti ringrazio, xxxxxxxxxx, 
Apro il cassetto in cerca del racconto, non ricordo dove l’ho messo, l’ultima volto che mandai un mio racconto via e-mail fu anni fa, nemmeno ricordo a chi, dovrei essere più organizzato, ogni volta che cerco qualcosa mi ci vuole tempo, oggi è domenica credo che non le dispiaccia se non rispondo alla sua richiesta.
Prendo il giornale e mi siedo dietro la finestra, lo apro ma non leggo, guardo fuori, che tempaccio, mi rilasso, socchiudo gli occhi, e………………………………
- Sono ad Alcamo nel 1964, è una giornata di maggio, sono di turno alla sala Arlecchino per un matrimonio, mi alzo che sono le 8,22, controllo che la divisa da cameriere sia pronta, dopo una doccia via per un caffè al bar con i colleghi, si fanno le 10, e incomincia a piovere.
Tommaso mi accompagna a casa in macchina, e ritorna a prendermi dopo un’ora, andiamo sempre insieme. "Che giornataccia" dico a Tommaso, e lui con un sorriso risponde, "Meglio cosi, sposa bagnata, sposa fortunata."
Giunti nella sala incominciamo a preparare i tavoli, 250 invitati, mica tanti; il mio gruppo è formato da 6 camerieri, due lavapiatti e 3 aiutanti. Alle 12,30 incominciano ad arrivare i primi invitati, sono quelli che non vanno in chiesa, l’orchestra incomincia con le prime note, e come al solito il gruppo, per noi, suona un mio motivo, ""Stasera al mare,"" è la mia prima canzone l’ho scritta per un concorso Alcamese, e arrivai al 3 posto. Si fanno le 13 e non abbiamo nessuna notizia di dove sono gli sposi, di solito a quest’ora ci chiamano per tenerci pronti, mi siedo ad un tavolo, carta e penna pronto per buttare giù delle frasi che mi girano per la mente, mi chiamano al telefono, "Chiudi tutto e vieni in pasticceria," Un tono perentorio che non ammette domande e posa la cornetta del telefono senza darmi il tempo di rispondere.
Per andare in pasticceria dobbiamo attraversare via Roma, dico a Tommaso di andare più in fretta, appena svoltiamo il corso 6 aprile, vediamo pasticceri ed aiutanti tutti fuori a parlare, il proprietario mi aspettava in ufficio per andare all’ospedale. In macchina mi dice che la sposa era svenuta in chiesa e che si trova all’ospedale per accertamenti.
Ricordo vagamente che il proprietario mi accompagnò a casa, e vestito mi buttai sul letto, volevo scrivere ma non sapevo da dove incominciare, sentivo una voce dirmi –Scrivi, scrivi- ma non sapevo cosa, erano le sette e mi addormentai vestito.
Mamma mi sveglia alle 4:20 era il mio turno di mattina al bar, incomincio alle 6 fino alle 2 pm,
verso le 10 arriva il proprietario e mi disse di trovarmi un sostituto per coprire il mio turno dell’indomani, si va ad un funerale.
Ogni pasticceria ha il suo gruppo di camerieri ed io come barista di questa, faccio anche da caposala in tutti gli eventi. In veste di caposala accompagno sempre il proprietario per preventivi, stipulare contratti e in occasioni di rappresentanza.
In sei anni era la prima volta che andavano insieme vestiti a lutto, usualmente portiamo con noi dolci e allegria dove andiamo; io sono sempre con blue jeans e camicia della pasticceria, oggi invece doppio petto nero con cravatta nera su una camicia bianca.
Dalla chiesa al cimitero si va a piedi, dietro al carro funebre che trasporta una giovane vestita in bianco, con velo da sposa, una sessantina di persone, un giovane che mormora.
“ Perché, perché ? Perché mi hai lasciato ? Perché morire cosi giovane ?” e invoca un nome “Maria”.
Torno a casa verso le 6 pm, non ho fame, mamma mi guarda e non dice nulla, mi siedo al tavolo vicino mamma e ripenso alla frase di quel giovane vedovo -.

Com’è triste con me questo destino
C’era con me una donna, se n’è andata.
Maria, è partita in un mattino
e l’anima mia ferita m'ha lasciata
Verso il cielo volasti via
e in esso ora brilli come stella,
così ti immagino nella mia mente,
penso tu sia la più bella.
Brilli nel cielo e il tuo gran splendore
fa smarrir nel buio ogni mio affanno
si che si fa leggero questo mio cuore
e sono felice, vivo quest’inganno.
Sono seduto qui, vicino al mare,
ti vedo, ti specchi sulle onde,
vorrei toccarti, ti vorrei parlare,
venir vicino a te, ma come ?
Chi ti portò lontano dal mio amore ?
Perché moristi in così verde età ?
Io mi dispero, cresce il mio dolore,
umana prole, chiamatela assieme a me.
Ma tu non parli, ahimè tu non mi vedi
e non rispondi alle amorose invocazioni,
oh, tu dolore, che nel cuor mi siedi
come potrai guarirmi, con quali unguenti ?
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<<Nonno Nonno sveglia siamo noi>>, apro gli occhi fuori piove, che giornataccia, anche oggi con la pioggia e vento Roberto mi ha portato le bambine per un paio di ore.
<<Nonno ma tu piangevi? perché hai gli occhi lucidi?>> Un piccolo rumore attira la mia attenzione fuori, dall’ulivo del giardino, una colomba bianca prendeva il volo. <<Nulla tesoro, il Nonno era triste se non venivi…>> <<Ma nonno papà dice che tu diventi triste se scrivi poemi, stavi pensando a qualcosa?>>
<<Si cara, stavo pensando a un’AMOR PERDUTO, ma dai vieni, chiama tua sorella, ho una storia da raccontarvi, l’ho scritta ieri per due gioielli>>

infondo un giorno di pioggia non è tanto male, se sei in compagnia di due principessine

 
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