Vito Bologna 2 - Alcolore

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Le tue poesie
Le poesie di VITO BOLOGNA
PER SEMPRE UNITI

Perdonami amore, chiedo perdono
se nel partire ti diedi gran dolore,
tu non badare a quel che dicono,
ricordati, sei sempre nel mio cuore.

Se ti diranno un dì "Non è destino,
prendene un altro, scordati di lui"
Allora pensando a Villa Bagolino,
ricorda la promessa di quel dì.

Eravamo ancora in verde estate
ricordi ? Ed io ti volevo in sposa
era estate, il tre di agosto,
e per promessa ti ho dato una rosa,

una foto, un bacio, un giuramento
"per sempre uniti" dicemmo in coro,
con la tua mano nella mia,
sarà eterno amore davanti a Dio.

Non so se venne meno il giuramento
ma solo Dio sa tutto il mio tormento,
partii quel dì e tanto me ne pento,
ti dissi "Vado in cerca di fortuna,"

"Vai" dicesti con il pianto nel cuore,
"Ti amo troppo, non ti so scordare
partendo mi dai tanto dolore,
ma va sicuro che saprò aspettare".

Su un albero abbiamo inciso due cuori
"PER SEMPRE UNITI" promessa d'amore
un bacio dato in cambio di quel fiore,
con i nostri cuori pieni di dolore.

di: Vito Bologna

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AMOR PERDUTO

Com’è triste con me questo destino
C’era con me una donna, se n’è andata.
Maria, è partita in un mattino
e l’anima mia ferita m'ha lasciata

Verso il cielo volasti via
e in esso ora brilli come stella,
così ti immagino nella mia mente,
penso tu sia la più bella.

Brilli nel cielo e il tuo gran splendore
fa smarrir nel buio ogni mio affanno
si che si fa leggero questo mio cuore
e sono felice, vivo quest’inganno.

Sono seduto qui, vicino al mare,
ti vedo, ti specchi sulle onde,
vorrei toccarti, ti vorrei parlare,
venir vicino a te, ma come ?

Chi ti portò lontano dal mio amore ?
Perché moristi in così verde età ?
Io mi dispero, cresce il mio dolore,
umana prole, chiamatela assieme a me.

Ma tu non parli, ahimè tu non mi vedi
e non rispondi alle amorose invocazioni,
oh, tu dolore, che nel cuor mi siedi
come potrai guarirmi, con quali unguenti ?

di : Vito Bologna

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LU `NFERNU DI LI VIVI

Cu `na picciotta ivu stamatina
`nta lu spidali pi so pa` malatu
di `nfermi dda cinn`eranu a duzzina
chi pi la emirgenza c`era l`occupatu,

Dintra `na stanza trapassannu vitti
un littisceddu e ci chiancia un patri
mi fisci pena no chiddu chi vitti
ma chiddu chi `ni rissiru a nuvatri.

S`omu ni la so vita un appi latri
ma `ni lu lettu vinni carnivali
la spusa mi li figghi giusta matri
`nchiuvatu lu lassa cu li so mali,

`Nta natra stanza a li peri di cristu
ci vitti iu na donna addiniuchiuni
prigava comu si unn`avissi vistu
o `ntisu mai la parola Riligiuni,

Chiu `nfunnu cun vastuni poi sbucava
un vicchiareddu tremulu di manu
mi dissi cu lu chiantu ca sciumava
"Nun ghiti ni dda stanza di satanu

`ntuppativi l`aricchi a lu passari
dda dintra c`e` lu `nfernu di li vivi
li pazzi un si ponnu cuntrullari
fativi di sti sceni l`occhi privi.

Ma quannu la privanza veni data
l`uomo che omu nun la mai sintuta
sulu trasivu,la porta e passato
......oh Diu mi privassi la viruta,

Scurdati di li vivi e di li morti
c`eranu genti fora d`intilettu
o Diu quali foru diddi torti
paviri l`esistenza `nti sti tettu

Ma lu me `nfernu un vinni da sti porti
vinni di genti giusta e datri parti
tennu `ntilettu e menti critti corti
chi sfumanu li dollari mi marti,

Mentri `nti stu `nfirnali civilismu
ci su morti di fami e puru pazzi
spenninu miliari pi nuclismu
si `ncucchianu pi pruduciri razzi,

Chiamala civilta` `mperu romanu
pi mia e `nfernu, `nfernu di li vivi
e tu populu me battici manu
tantu lu diri me, un passa crivi

di : Vito Bologna

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DONNA

Donna !
figlia della mia gente
e di quel grande Padre,
erede e figlia.

Dimmi oh donna
chi è il padre della tua creatura ?
E’ per Amore che la portasti al mondo
o per divertimento, hai dato questa vita ?

A tratti piangi e la guardi,
a tratti sembra tu voglia dirle
"Ti voglio bene"
o come tu sai dire "I love you."

A tratti senti il peccato,
il frutto di un torto, vuoi morire perché
pensi che in te non verrà mai
il vero Amore.

Donna ! fanciulla nell’età ed ora mamma,
nel pianto non si offuschi la tua mente,
vedrai, troverai di sicuro la giusta via per
continuare la tua vita.

di : Vito Bologna

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CANTO D’EMIGRANTE

Mi diete i natali, sotto il monte
del Bonifato sopra la marina
in una casa passando il ponte
l’otto ottobre di prima mattina.

Nemmeno undicenne emigrai
in cerca di fortuna con i miei
tanti ricordi dietro mi portai
il bel ricordo me lo diete lei.

Portai con me tanti ricordi cari
tutti stretti chiusi dentro il cuore
li tengo insieme dolci ed amari
tutti ricordi del mio primo amore.

Adesso vecchio e stanco li rivivo
e scendono dagli occhi due sorelle
dopo tanti anni il ricordo è vivo
Italia amore mio sotto le stelle.

Come vorrei tornar un solo istante
e dissetar la sete nella tua fonte
Italia mia con il tuo sol levante
fosti il primo amore sotto il monte.

Vorrei tornar da te, un sol momento
per rivedere i luoghi tanto amati
il letto di paglia, la casa di cemento
e le campagne adesso abbandonate.

Come vorrei poter tornar bambino
e continuare dove t’ho lasciato
svegliarmi con il sole del mattino
e nell’aria l’odore puro di bucato.

di: Vito Bologna

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LA ROSA NERA

Scende la sera e dentro il viale
una bella donna conta le stelle
tira la somma del bene e del male
in sessant’anni, quante cose belle

pensa il passato, l’amore perduto
chiude gli occhi per immaginare
come dal nulla nel tempo sperduto
la nobil donna incomincia a sognare.

a sedici anni la scuola va in gita
nella piazza grande, una passeggiata
e li un ragazzo cortese l’invita
a bere con lui una limonata.

Dividono in due anche un panino
una mela, un dolce poi il gelato
vanno per mano lungo il cammino
mentre si ode, un coro argentato

Dopo tre anni insieme ancora
vanno al liceo, dai francescani
arriva una lettera, dice che è l’ora
per la sua leva, lui parte domani

Si dona a lui, con tutto il cuore
distesa sul prato coperto di fiori
piange in silenzio, è bello l’amore
l’imbrunire trova uniti i due cuori.

Si sveglia e piange, sotto le stelle
la stessa via che fa ogni sera
accarezza le rose e fra le più belle
si porta al cuore quella nera.

di: Vito Bologna

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MI MANCHI

Seduto, il nonno ricorda il passato
al suo bel paese sotto il Bonifato,
usi e costumi, di dove è nato,
e con gli anni, mai s'è scordato.

Alcamo splende sopra la marina
lì i contadini fanno un buon vino,
le donne a mano con la farina
fanno un pane cha sa di divino.

I piccoli giocano in mezzo la via,
le nonne vegliano dal davanzale
è un piccolo paese pieno d'allegria,
si vive una vita semplice e normale.

Lì si vendemmia ancora a mano,
uomini e donne, in armonia
fanno stornelli nel mietere il grano,
botta e risposta, che poesia.

Ricorda il fieno, nel casolare
a sedici anni, lì fece l'amore,
la prima volta non si può scordare
quando lo fai con tutto il cuore.

Bei ricordi d'un tempo che fù
che come gli anni, non tornano più
ricorda e piange la sua gioventù
Alcamo bella, mi manchi tu.

di: Vito Bologna

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MI MANCHI

Seduto, il nonno ricorda il passato
al suo bel paese sotto il Bonifato,
usi e costumi, di dove è nato,
e con gli anni, mai s'è scordato.

Alcamo splende sopra la marina
lì i contadini fanno un buon vino,
le donne a mano con la farina
fanno un pane cha sa di divino.

I piccoli giocano in mezzo la via,
le nonne vegliano dal davanzale
è un piccolo paese pieno d'allegria,
si vive una vita semplice e normale.

Lì si vendemmia ancora a mano,
uomini e donne, in armonia
fanno stornelli nel mietere il grano,
botta e risposta, che poesia.

Ricorda il fieno, nel casolare
a sedici anni, lì fece l'amore,
la prima volta non si può scordare
quando lo fai con tutto il cuore.

Bei ricordi d'un tempo che fù
che come gli anni, non tornano più
ricorda e piange la sua gioventù
Alcamo bella, mi manchi tu.

di: Vito Bologna

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DIMMI

Passu li notti scrivennu poesii e prosi
li jorna un mi stancu ti quardarti
appressu ti sugnu si va pi li to cosi
la sira li stornelli,staiu a cantarti

Bedda di li chiu beddi,si la bedda
pi fari a tia ci miscaru tanta arti
to madri pi fari a sta picciutedda
vosi ca agnunu fascia la so parti

Ti fisci du piruzzi di ballerina
li ammi di na granni modella
lu corpu delicatu di regina
occhi luscenti e labru di cannella

Biatu cu ti ama, e tu vo beni
sara davveru un uomo furtunatu
pi tia iu passassi milli peni
dimmi ca sugnu iu lo to amatu.

di: Vito Bologna

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RIMPIANTI

`Na stanza si e no`, guantu `n`arcova
`n`arcova granni guantu un cammarinu
allatu ad`idda d`ursi era la cova
di mia e li me frati,lu stanzinu,

Granni pi guantu era lu me lettu
unni durmia iu,cu li me frati
`ncucchiati ripusavamu,pettu a pettu
supra dda fratta chi `nzacco` me Matri,

Vicinu u vanidduni, `nt`un pagghiaru
dintra `antica stadda fatta `ndui
di la Duttrina tutti n`inpararu,

E a Settirinu sutta na ficara
dormi la pagghia chi sgrancannu fai
e iu `nta lussi tegnu vucca amara.

di: Vito Bologna

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VITO BOLOGNA

Otto ottobre duemilasei,
sessanta, due anni e mi ritiro,
o fatto di tutto, o fatto i miei
belli e cattivi, ho centrato il tiro.

Oggi ne faccio sessantadue
altri vent’otto e fanno novanta,
quel giorno un carro tirato da buoi
mi porta nel cielo sotto una manta.

Ad altri lascio il mio passato
lascio le ricette e i manoscritti
e chi vuole scrivere del mio fato
ci firmo un foglio per i diritti.

Solo vi prego se voi parlate
di Vito, il nonno, in generale
e alcune cose non ricordate
dite che era un uomo normale.

Un uomo comune, uno dei tanti
uomo sincero sempre leale
il suo motto, guardare avanti
perché il ieri oramai non vale.

Ecco io voglio che mi ricordiate
come vostro amico semplice e onesto
un buon amico per tutte le stagioni
ecco è tutto, soltanto questo.

di: Vito Bologna

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AMARE IL PROSSIMO

Sulla spiaggia, guardo il mare
senza confine, è bello nuotare,
vedo le sirene nel mare ballare
e all’orizzonte una luce brillare.

Ascolto le onde, un motivo suonare
chiudo gli occhi, è bello sognare,
sogno un mondo dove il cantare
un bel motivo, ti porta ad amare.

Amare la natura, il mondo la vita
la primavera, (anche se finita)
raccogliere un fiore, una margherita
piantare una rosa, per ogni ferita.

Gridare " TI AMO "senza vergogna,
lasciare in pace, colui che sogna,
gridare forte quando bisogna,
amare il prossimo come Vito Bologna.

di: Vito Bologna

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22 NOVEMBRE 1966

Lasciai gli amici, tante cose belle
il monte, la spiaggia, il bel mare
lasciai mia madre, le mie sorelle
in cerca di fortuna volli andare.

Quand’ero, pronto per partire
una cosa giurai sul mio onore.
"La mia vita qui voglio finire
nella mia terra, dove c’è amore

e qui un dì lontano voglio morire."
Ma se quel dì io sarò lontano
la mia salma qui fate venire
è il mio volo, cullatelo piano.

Vi prego, non tramutate le mie ossa
lasciatemi riposare nel sonno eterno
lasciate che la mia anima possa
riposare in pace, anche all’inferno.

A Voi amici prego, non piangete
e voi Sorelle, non vestite in nero
io, nessuno ero, e voi sapete,
cenere fui e diventerò com’ero.

Con la mia morte non voglio dar dolore
a chi nella vita mi volle bene
a chi mi volle male, chiedo un favore
di consolare chi per me sta in pene.

Non voglio gente triste, non cerco lutto
e se un ricordo mio qualcuno volesse,
vi prego Gente, distruggete tutto
voglio essere com’ero, "NESSUNO"

di: Vito Bologna

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U CUMANNANTI

Amici a tutti quanti bona sira
di nomu fazzu Vitu lu mircanti
aiu lu nasu finu e bona mira
li me paroli mai sunnu vacanti.

Nuddu di mia avanza na lira
pagu cu li fatti e `ncuntanti
cu avi l’ama ammulata chi la tira
nesci lu ferru e si facissi avanti.

Stasira lu cumannu ni iucamu
`cussi ci sta un capu ni sta cella
uomini di sangu e onuri ca circamu
musica maestru, e viremu cu balla.

Prontu sugnu ca`dintra sta stanza
aspettu chi si fa avanti e avi panza
si nuddu voli abballari sta contraranza
a Vitu Mircanti dati la riconoscenza.

di: Vito Bologna

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A CU VOLI CAPIRI

Vasu li manu a tutti`nta sta stanza
cercu pirmissu, a st`omini di panza
dumannu scusa si la me`ngnuranza
di lu galateu unne`a cunuscenza.

Sugnu viddanu natu e crisciutu
un m`interessu di storia e scienza
`nta stu quarteri sugnu canusciutu
comu omu d’onuri e di semenza.

Dintra sta stanzu ci sta un tignusu
chi lu so parrari porta a malu signu
avi la lava`mbucca e a stu vavusu
iu ci putavu`nu cappottu di lignu.

Un sugnu assassinu ma onoratu
e tu amicu sbaghi a tutti l’uri
parri assai, si tuttu muntatu
ti criri di sta stanza lu tinuri.

Susiti nesci, e viri cosa a fari
va vasa a li to fighi, e to mughieri
poi saluta a tutti li famighiari
fatto la cruci e dici li prighieri.

di: Vito Bologna

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PIGGHIA LA LAMA

Genti bona sira, iu mi presentu
sugnu Aspanu l’amicu di rita
prima si pirmittiti un mumentu
portu omaggiu a cui a nui invita.

E ora genti bona m`aviti a sintiri
di Don Vitu portu `na `mbasciata
`nta stu missaggiu iddu vi fa sapiri
cu sbagghia paga dintra sta centrata.

E si guarcuno avi di chi parrari
e ura ca s’alza e dici sta palora
megghiu sta attentu a nun sbagghiari
sinno`pigghiamu lama e jemu fora.

Le fimmini un si toccanu e sbagliatu
tuccari`na fimmina senza li vuliri
chistu unne omu ma un disgrazziatu
e sutta stu cuteddu avi a muriri.

Alzati Giuvanni tu sbaghiasti
li cosi un si fannu pi calura
assira a la me zita tu tuccasti
ora prega a Diu, vinni la to ura.

di: Vito Bologna

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GOCCE D'AMORE

Ascolta il cuore e non la gelosia,
la gelosia fa la mente nera
guardati attorno,
è tutta poesia.
Per un poeta
È sempre primavera,
fa crescere fiori anche sulle rocce
dove c’è odio,
il vate porta amore
se sei triste leggi un poco GOCCE
vedrai in versi chi ti scalda il cuore.
Di pietra è la sirena sullo scoglio,
di notte senti il suo cuore palpitare,
nel suo volto si legge l’orgoglio
grande e profondo come il mare.
Se all`orizzonte vede l’emigrante
tornare senza nessuno attorno,
apre le braccia senza dire niente
sa che per nessuno è invano il ritorno.

di: Vito Bologna

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 DOLCE SIRENA, DIVINA MUSA

A te non ti dirò mai, ti voglio bene
nemmeno pronuncerò il verbo amare,
con forza mi sei entrata nelle vene
tu dolce musa, regina del mare.

Su uno scoglio sei seduta,
ad occhio nudo scruti l’orizzonte,
io ti parlo e tu resti muta,
aspetti il ritornar dell’emigrante.

Quante promesse e giuramenti
progetti per l’avvenire e la vecchiaia,
gli anni allora erano meno di venti
e la vita era molto dura alla risaia.

Lui partì per nuovi continenti
pieno di volontà e di speranze
da quel giorno la sua voce non senti
sola, ti affiorano vecchie rimembranze.

Divina Musa, dolce sirena
per il tuo dolore non ci sono unguenti,
guarda in cielo e se la luna è piena
confidagli i tuoi tristi momenti.

Dolce sirena, tu musa divina
ascolta il mormorio dei venti,
quella voce che non ti è più vicina,
è stata affidata agli elementi.

di: Vito Bologna

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VITA MONOTONA

Vicino la laguna e la risaia,
in una casa tutta di legno e paglia,
ci vive lui con la sua massaia,
quel novantenne di media taglia.

Si alza presto prima dell’aurora
cura il pollaio e il giardino.
Così trascorre la sua prima ora,
poi torna a casa per un cappuccino.

Un pò di pane, burro e Nutella
nel latte inzuppa pure due Pavesini
che sembrano profumati di cannella,
si siede e aspetta i sei nipotini.

Per lui ogni giorno la stessa storia
racconta del passato a quei bambini
ed alla fine vien portato in gloria
e tutti si recano ai giardini.

Una giornata ancora se n’é andata,
con un tramonto bello di primavera,
e con in man la foto dell’amata
il Nonno aspetta che scenda la sera.

di: Vito Bologna

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LUNA BURLONA

Guarda la luna in ciel, com’è burlona
gioca a nascondino con la natura,
il vento fischiettando piano suona
il mare manda un poco di frescura.

Guarda all’orizzonte, l’emigrante
canta con il cuore e tanto sentimento,
canta un motivo per la sua amante,
l’affida al mare e la trasporta il vento.

Canta," Italia mia non ti so scordare,
spero di ritornare ogni momento
e poter attraversare questo mare
per tener fede al mio giuramento.

Italia mia da te voglio tornare
e visitare Alcamo marina per
poi imbarcarmi per Castellamare
e attraversare lo stretto di Messina,

andare a Roma, prendere il treno
e salire per, Genova, Milano, Torino,
e dopo che il baule ce l'ho pieno,
di ogni borgata ho preso un pezzettino.

Inginocchiato bacio il terreno
dove son nati Santi e Poeti
dove, riposano in pace nel suo seno
Dante, San Pietro e altri Profeti.

Guarda la luna in ciel com’è birbante
sembra far l’occhiolino all’emigrante
mentre fa strada, la stella più brillante
una colomba va, nel vecchio continente

di: Vito Bologna

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PER MAMMA ITALIA

Poeta, tu che scrivi prosa e poesia
scrivi un poema per l’Italia mia
laggiù in una casa di periferia
una mamma soffre di nostalgia

ogni mattino aspetta il postino
che gli porti notizie del suo bambino,
la notte per chi è sveglia passa piano
pregando per un figlio che è lontano.

Pittore tu che dipingi monti e mare
fammi un bel quattro del mio casolare
quella casetta sopra la collina
insieme a mamma con la Madonnina.

Tenore tu che hai la voce d’oro
stasera con gli angeli fai un coro,
tutti uniti in piena armonia
fate una serenata a mamma mia.

Mamma ti prego ascolta questo canto
per consolarti un pò dal tuo pianto
se in cielo vedi l’arcobaleno
tuo figlio torna a te, con il primo treno.

di: Vito Bologna

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BUON COMPLEANNO

L’orchestra suona. la gente balla
nella mia casa c’è grande festa
fa sedici anni la donna più bella
in questa vita è ciò che mi resta.

Guardando il cielo vedo una stella
chiamo mia figlia, le dico: vedi lassù
nel cuor tuo portati quella
è mamma tua che qui non c’è più.

Lei alza il calice a chi gli diete vita,
brinda con mamma il mio tesoro,
tace l’orchestra, la festa è finita
solo gli angeli cantano in coro.

di: Vito Bologna

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LETTERA AD UN AMICO

Lungi da lei il pensiero di fuggire
ancora t’ama e ti vorrebbe odiare
da te io vorrei soltanto capire
perché vent’anni li hai buttati al mare

lasci una vita serena, tre bambini
una persona che ti ama tanto,
attento che se scendi quegli scalini
resterai solo con il rimpianto.

Per una cotta la famiglia si perde
e non si fa ritorno nel passato
se l’erba del vicino e più verde
resti a mani vuote e il cuore malato

attento amico mio non ti fidare
l’amore è cieco e può fare male
torna da chi t’ama e fatti perdonare
la vera vita non è carnevale.

di: Vito Bologna

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LE STELLE CI STANNO A GUARDARE

Suona l’orchestra, la gente balla
in mezzo a tutti tu sei la più bella
scendiamo in pista ti faccio da spalla
balliamo un valzer, è una tarantella

La scena tua son tutti in piedi
applaudendo la mia bambina
avvicinandoti all’orecchio mi chiedi
se dal cielo ti vede la tua mammina

Oggi fai gli anni, sei quasi già donna
ti sono padre, è pur grande tuo amico
come tua Mamma ti chiami Madonna
prendo la chitarra e cantando ti dico

Chi ti portò al mondo era la mia vita
sposa compagna cara fedele amica
tu sei arrivata e lei è subito partita
distrutta dal male e la troppa fatica.

Ma vieni, balliamo ne parliamo domani
tanto le stelle ci stanno a guardare
vedi tutti alzati uniscono le mani
vuoi che le gente cominci a pregare ?

La prego maestro dica all’orchestra
che musica allegra tutti vogliamo
la nostalgia butti giù dalla finestra
oggi è festa, hai sedici anni, brindiamo.

di: Vito Bologna

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UNA SEMPLICE POESIA

S’alza la luna in ciel, scende la sera
s’accendono le insegne della borgata
con la magnolia arriva la primavera
e l’orchidea, che da molti è amata

le strade si riempiono d’allegria
entrano in scena tutti gli innamorati
il poeta declama la sua poesia
che decanta i fiori colorati

facendo quattro passi di cammino
un menestrello è sotto il lampione
accompagnato dal suo mandolino
canta alla sua bella, che al balcone

spiando dalla socchiusa porta
una fanciulla ammira un pittore
che su una bianca tela trasporta
con allegri colori il viale in fiore.

Le stelle s’illuminano ad una ad una
per ultimo chiude pure la galleria
un giovanotto che non ha nessuna
descrive il panorama in una poesia

S’alza la luna, cantano gli amanti
le strade sono piene d’armonia
la primavera porta fiori e canti,
questo signori è semplice poesia.

di: Vito Bologna

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UNA SERA PARTICOLARE

Tramonta il sole, sale la luna
il medicante lascia il suo posto
l’avventuriero che cerca fortuna
sale sul treno, non guarda il costo.

La sera è serena, brilla una stella
canto a voce piena sono contento
mi ha detto di si la donna più bella
finalmente questo è il mio momento.

Sale la luna il cielo è turchino
mi guardo attorno nel mio cammino
sul marciapiede gioca un bambino
il padre orgoglioso è a lui vicino.

Bella è la sera in periferia
le donne a casa a fare il bucato
gli uomini vanno all’osteria,
canta per strada l’innamorato.

Dipingere il tramonto, olio su tela
per poi chiamarlo solo "Natura",
sul lago scivola una barca a vela
va con il vento e senza premura.

Scrivi poeta è giunta la tua ora,
la gente vuole la tua poesia
delle tue rime si delizia ancora,
tu porti gioia e tanta allegria

si è fatto tardi, tutto è perfetto,
ora al vecchietto gli viene sonno,
la nipotina sale sul letto
e gli sussurra,"Buona notte nonno"

di: Vito Bologna

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UNA COLOMBA PREGA

Una colomba vola nel mio giardino
con lei una farfalla dipinta di blu
cercano il nid di un canarino
cercano sull’albero ma non è lassù

Un saggio gufo li vedi passare
consiglia di cercare un pò più giù
dice che ha visto angeli volare
e portare il canarino al buon Gesù

Scende la sera il cielo è stellato
triste è la colomba sopra il prato
per tutto il giorno ha pregato
chi canterà la ninna al suo amato ?

si mette in ginocchio e le mani unisce
non si cura di chi la sta a guardare
dalla sua gola un dolce canto esce
e a piena voce incomincia a cantare

“ So che mi mancherai, dolce tesoro
come mi mancherà il tuo sorriso
mi mancheranno i tuoi riccioli d’oro
e il profumo del tuo dolce viso “

Alza gli occhi e vede un bagliore
gli angeli in ciel stanno a cantare
" Il canarino non ha più dolore
è con Nostro Signore sull’Altare

di: Vito Bologna

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IL VALZER DEL GATTOPARDO

Bianca come la neve la tua veste
balli come una farfalla sulla pista
un valzer giunto a noi dall'ovest
suonato da venti violini ed un pianista

Vorrei ballar con te sino all'aurora
tutta la notte tenerti fra le braccia
restare in pista e non guardare l'ora
sotto le luci che scendono a doccia

Alziamo i calici brindiamo alla vita
stasera se l'orchestra mi accompagna
cerco di curare quella tua ferita
che con lacrima secca ancor si bagna

Stasera con il Gattopardo di Pantelleria
vorrei accarezzarti mani e viso
ballar con te in dolce armonia
e vedere sulle tue labbra un sorriso

di: Vito Bologna

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