Veronica Fratter - Alcolore

Vai ai contenuti

Menu principale:

Le tue poesie
Le poesie di VERONICA FRATTER
PER CHI LA SAPRA' ASCOLTARE

Sarò maestra ai tuoi giorni
lieta di vederli crescere
in vittoria.
Sarò per te dono
e perdono
vortice d’ebbrezza
e silenzio loquace.
Ora giungi
a strappare queste catene
selva in cui mi perdo
tra sentieri circolari.
Ora giungi
a scacciare orchi e fate
che affollano le mie sette case
nel loro impertinente vagare.
Sii per me
fuoco fatuo
che non lacera
la mia pelle
troppo pallida
e delicata.
Immobile attendo
all’ombra di secca materia
che un tempo fu vita.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
IRENE L'OBLIOSA

All’ombra
di un grande Oleandro
ho trovato la pace.
In un giardino di parole
e dense immagini
gioco coi fiori
amici dei sensi
e miro le lontane spighe
che ondeggiano ritratte.
Il naturale inganno
del barone ho scordato.
Nel fuoco la morte
conquistata rinascita
di luce si pasce.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
VEGLIARDA NOTTE

Ulula la notte
In burrascose nubi
civettuole membra
odo tremare
nell’oscurità.

Bussa alla finestra
lieve ticchettio piovano
chiede la mia veglia
mio compagno sarà.

Maliarde etere
queste piccole ore
imbonitrici di parole.

Dal gallo incosciente
sono marcate
già l’alba per sé le ha
reclamate.

Tue non saranno,
sirena la notte
respira
intorno a me.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
MASOCHISMO INGENUO

Nella tana della
violenza
non si contano
le ali di crisalide
scavezzate.
Per bandiera
agito il mio
corpo di schiavo.
Perpetuo rendez-vous
di un tacito assenso
alla lesione.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
L'ECO DI UMA VIOLENZA

Le perversione di un momento
e tutto è di nuovo nero.
Ecco l’uomo
che sudaticcio
inumidiva le mie lenzuola.
Grottesco e ferino
spauracchio
che dei bambini
non ha pietà.
Parsimonioso, anzi,
offre caramelle
con la scritta
voluttà.
Non fidatevi dico
dell’arrendevolezza che
a rotoli i pensieri
fa sciamare nell’irrealtà.

di: Veronica Fratte

____________________________________________________________________________________________
IL MIO SUDARIO

Devo mondare nell’acqua
Il peccato della volontà.
Come ninfa invoco
la tua benevolenza.
Non ho più volti
da asciugare.
Solo il mio.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
SENZA MASCHERA

La maschera di Sofia
mi ha corroso il volto.
Poco quel che resta
dell’agognata patria
nel sogno presagita.
Solo rovine esposte
al furore del giudizio.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
REATO DI PENSIERO

Odio il giorno
che mi scoprì in reato
di pensiero.
Odio il giorno
in cui andai in sposa
all’incoerenza.
Odio la parte di me
che non risponde
e ancor più
quella che non chiede.
Odio quel parco
ed il trascurato labirinto
che divora gli spiriti nobili.
Ritrovandomi poi
amica
di tante scene delittuose
mi opacizzo come gioiello
che dalla polvere
è beffeggiato.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
NEGAMI ANCORA

Alchimizzo
In un lembo di lino
Il tuo rifiuto.
Negami ancora
sicché possa affermare
con rotta voce
la Bellezza.
Positivo
è l’atto plasmatore.
Negami ancora
sicchè possa collezionare
pepite d’ambra
oranti saggezza.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
CANTO DI MESTIZIA

Di questo canto
perché altrimenti non si può.
Trasformo e modello
il mio patire
la crudele realtà.
Non più orpelli trasognati
ma immagini plasmate
da mani tremebonde
nel disarmonico flusso
ove la pioggia perpetua scivolò.
solo la ricerca
continua ed incessante
mi appartiene.
E mi lascio possedere
con lascivia di pensiero
da qualche demone
che del mio sangue
prescelse la dimora.
Trascendo l’odore
di questo tempo incerto
che tu hai infangato.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
IL LAVORO PIU' NOBILE

Splende la verità
nella nuda eco
di sparsi singulti e
In assenza di padrone
allenta la presa.

Fiacche membra
il raccolto non è finito!

Sulle vecchie radici
nuovi nomi
darete al vostro dolore.
Coraggio si chiamerà
il vostro lavoro
di sporchi contadini
dimenticati da
Domeneddio.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
ALL'OMINO DELLA FANTASIA

L’ultima voce
della civetta
devi ascoltare

Si poserà
all’ombra
del tuo davanzale

Per sentire
se ancora c’è palpito
nel tuo cuore

E se ancora c’è
te lo strapperà
portandolo a me.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
PROFEZIA

Per vezzo o per virtù
della veggenza
ho sognato il mistero

romperò la lampada
che troppe fievole
oscura la via

di nuovi lidi
la profezia
indirizza la nave

la città maledetta
dalle fiamme
lascio dietro me

non mi volterò
a guardarla disperando
agognati ritorni

lascerò che la mia anima
lama attraversi
il tuo rigido costato.

di: Veronica Fratter

____________________________________________________________________________________________
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu