Sara Stangherlin - Alcolore

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Racconti
Coincidenze

di: Sara Stangherlin

L'università è cominciata. Un pò in ritardo, per proteste fondate, ma è cominciata. Riprendo la vita da studente. Sono andata in libreria a procurarmi un pò di desti, ho acquistato i due volumi di storia contemporanea. Sono due libri spessi come mattoni e scritti fitti, devo tentare di rendermeli in qualche modo familiari. li sfoglio, assaggio qualche briciola di eventi sparsi tra le righe, osservo le copertine patinate. Quasi non me ne ero accorta. L'immagine che si staglia in fronte al volume dedicato al Novecento, è formata dall'accostamento di due fotogrammi noti. Guardo meglio, raffigurano, in successione, due momenti dell'attacco alle Twin Towers di New York. Immagini che disgraziatamente sono diventate familiari e che, altrettanto disgraziatamente, sono diventate storiche. Certo, nessuno dubitava che un fatto del genere sarebbe stato ricordato a lungo, ma queste foto, sulla copertina di questo libro, mi fanno un certo effetto. Forse perché siamo abituati a considerare "storia" tutto ciò che sa di muffa, catalogato in archivi e riposto in vetrinette da museo. Invece no, anche il passato più recente, è già storia a tutti gli effetti, sebbene le sue cause persistano e le sue conseguenze trascinino altre cause attuali da cui nasceranno conseguenze future. E' ormai diventato un luogo comune pensare che dopo l'11 settembre il mondo non sia più lo stesso. in realtà dopo quella data, abbiamo sbattuto la testa contro quello che non volevano farci sapere, o non volevano vedere, del mondo e che tuttora resta per buona parte velato. Crollano i simulacri del progresso occidentale e immediatamente emergono, più nitide che mai, le contraddizioni del nostro tempo e la miseria dei nostri rapporti umani "non coltivati".
La sera dello stesso giorno in cui ho comprato il libro di storia, accendo il computer e vedo che ho ricevuto un'e-mail intitolata _ le coincidenze mi affascinano - "Dopo l'11 settembre".
Contiene un testo-poesia di George Carlin, un comico molto famoso negli anni '70 e '80 in America. Leggo e rileggo, ritrovo le riflessioni di poche ore prima di fronte alla copertina. Mi stupisco. La verità mi rende, allo stesso tempo, triste e attaccata alla vita.

........di: George Carlin .......

"Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti. Spendiamo di più, ma godiamo di meno. Abbiamo case più grandi, ma famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine ma, meno benessere. [...]
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni. [...]
Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare. Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. [...]
Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti, al calmarti, all'ucciderti. E' un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perché non saranno con te per sempre. [...]
Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. [...]
Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condivedere i pensieri preziosi della tua mente.
E ricorda sempre: la vita non si misura da quanti resiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro."

pubblicata nel N° 134 2004 di: Il giornale di GODEGO e GODIGESI - in gentile concessione
 
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