Sara Stangherlin - Alcolore

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Racconti
L'addio

di: Sara Stangherlin

"Cosa fai sabato sera?"
"Mah, niente di speciale, andrò a bere qualcosa con un paio di amici" E' consuetudine, è normale. Nessuno però pensa che sia normale o che diventi consuetudine "morire" per i divertimenti alcolici del venerdì o sabato sera. Lo sballo e la guida non vanno d'accordo, ce lo ripetono in tanti: le statistiche sulle più frequenti cause di incidenti stradali, le nozioni elementari di scuola guida, le campagne di prevenzione, le misure adottate contro chi supera il tasso alcolico consentito e si trova al volante, le raccomandazioni dei genitori prima di uscire. Ma finché non tocca a noi gli avvertimenti ci scivolano sopra senza lasciare traccia. E quando tocca a noi è troppo tardi. Morire o essere la causa di morte per qualcuno altro è una delle assurdità della nostra società. Una società che non sa accontentarsi: bisogna arrivare all'eccesso del divertimento, dell'euforia, dell'alcool, della velocità. le conseguenze? Basta leggere le pagine di cronaca di un qualsiasi quotidiano locale e non, basta guardare il volto dei genitori che hanno perso i figli per questa assurdità. Queste che riporto di seguito, sono le parole scritte da un giornalista che era presente a un incidente. La ragazza coinvolta, mentre moriva, sussurrava queste frasi e il giornalista annotava, scioccato. Proprio da quel momento egli ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebrezza.
"Mamma, sono uscita con degli amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho preso una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente si è messa al volante senza essere nelle condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava! Ora sono qui, sdraiata sull'asfalto, e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce mi sembra così lontana... il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo dell'altra macchina non se l'immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e adesso io devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con centinaia di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... forse se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... la mia respirazione si fa sempre più debole e comincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti e mi sento così disperata... mi piacerebbe poterti abbracciare, mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... ti voglio bene e ... addio."

pubblicata nel: Il giornale di GODEGO e GODIGESI - in gentile concessione
 
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