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Raccontando | |
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La settima rosa.
Ciao, settima rosa della vita, terza all’importanza del sole come nebbia per la terra ed aria agli uccelli, liberi di volare in tuo nome sopra arbusti crudeli dell’uomo. verità rattrista la tua vita, morte significa poesia ma dolore, sangue di rapprese anime su chiese da sconsacrare che già hanno visto guerre e fuoco. La lama lascia il posto alle pietre dopo il napalm……ma l’odio rimane uguale, lo stesso inutile umano amore per la stupidità di caino fratello nostro. Quando bastava alcool per risistemar le cose ero e sembravo felice, la vita scorreva come da un’enorme botte al bicchiere e sembrava ed era piacevole, rimaneva una strana nebbia a nasconder le cose. Sai ti penso e detto da me è cosa grande, improvvisamente sento batter uno strano cuore nero a ritmare attimi di vita sconosciuti e sognati, solo sognati, vissuti… Appare strano doversi rassegnare alla fine anche se comodo e giusto, perlomeno spiace per ciò che lasci, per tutti gli affetti “coltivati” da pigrizia e timida arroganza. Donne o ragazze lasciate a macinar amore ritrovato da vecchi….e diventarlo dicono sia fortuna ma forse è uno stereotipo della società come la libertà ci appare, ci appare vestita di solo colore rosso.
Legger dei
sulutumana è stato riveder una storia finita o forse anche mai iniziata, appunto
solo un sogno, non necessariamente da dirsi incubo, ci sono sogni ed attimi di
vita belli. Quale miagolio lascia spazio ad un suono di chitarra o violino se proviene dalla gatta che indossi che adoperi ed ami…che ospiti ricambiato nella casa? Dei profumi che san di raro e lontano oriente, di misti marco polo dalla pelle bianca, le essenze lasciano traccia nella mia stanza e sembra sia dell’incenso acceso per altrui intelligenze e continuità d’animo, di strano sentimento d’amore che non vuoi tuo, rude creatura del bosco, del mare del bosco. La sabbia si mescola alla terra, tra di loro le ossa dei poeti. Forse anche baudelaire sarebbe d’accordo al mare boschivo di certo non l’ha immaginato tale bukowski, o forse si. Di certo mi assomiglia di più, suo è l’onore, mia la stima. Detesto chi s’ubriaca per hobby, bere è un’ arte e di nobile intenti, uccide con consapevolezza e t rincoglionisce per precisa scelta e per diritto di tua libertà, la metamorfosi di un bruco non vale la farfalla di una sbornia.
Il difficile
è rimanerne fuori conservandone i ricordi belli ed assurdamente sconfortanti di
utile inutilità e di brava gente allo sfacelo a cui ti ci porta con il piacere
orgasmico di un punto G alcolico mai raggiunto, pena il delirium o peggio la
fisicità del danno rosso sangue.
Che buffa
cosa la vita…ci ostiniamo a chiamar clowns i pagliacci e matti gli insicuri, che
e come definire quel popolo di sofferenza che adopera le parole come ad
intrecciarne uno strano cilicio?
Gabriele Maschio | |