IL
MORO E LA BEFANA
D`inverno la befana, non avendo nulla da fare sale sulla sua scopa e
incomincia a volare,
un giorno di Gennaio
comincia di prima mattina a Milano e canta, “O mia Bela Madunina".
Un quarto alle nove,
ancora di mattino porta latte e brioche, al sindaco di Torino, il sesto
giorno giunge a Verona dove in piazza grande le danno la corona.
A
Parma beve latte facendo la turista, per le elezioni, si mette in lista, il
giudice le chiede se va con i fascisti, lei dice, "io amo tutti, faccia una
lista mista. Il segretario chiede,"tre mila lire per la bolletta " lei senza
soldi scappa in tutta fretta, che pena poverina, rossa per la vergogna
prende la sua scopa e fugge a Bologna.
Lì
con il minestrone gli danno la polenta, con cadenza emiliana dice al cuoco:
“senta,
vorrei due spaghetti alla chitarra, come all’antica osteria in via dei
poeti” il cuoco originario del Canton Ticino chiede a sua volta alla
befana,"Mi porti a San Marino ?”
Lei
credendo che lui si fosse innamorato, "ma certo amore, ti porto dove vuoi”
Lui
con in mente un piano, rispose, "Ma che bello, allora portami in, Vaticano
li con il Papa, Vescovi e Cardinali, mi fanno le interviste, radio e
giornali parleranno di me e diventerò famoso, aprirò un ristorante e lo
chiamerò - LA TERRAZZA - dove verrà gente d’ogni razza, ti disegnerò sul
menù speciale e tutti ti potranno vedere quando cenano”.
Offesa lei si mette a gridare, “Adesso ho capito, tu mi vuoi usare, sono
innamorata, ma mica scema, ti lascio cocco mio, vado a Piedi-Grotta”.
Sale
sulla scopa e incomincia il viaggio, arriva dopo sei ore, a Napoli, sa che
la miglior margherita si mangia solo qua, ma vedendo che la pizza ha troppo
formaggio
riprende la sua scopa e parte per Reggio Calabria, lì vede un traghetto
pronto per salpare per Messina, s’imbarca cosi non deve volare.
Passa per Taormina, Catania e Siracusa, giunge a Palermo dopo
Noto e Ragusa attraversando Trapani, arriva ad Agrigento e per quella sera
riposa in un convento.
L’indomani presto
continua l’avventura, va a Caltanissetta e compra una vettura lì s’innamora
di un giovane, un moro e con lui compra casa, nella città di Nuoro. Anche
questa storia scritta da nonno Vito finisce in bellezza, senza nessun ferito
adesso la mandiamo di paese in paese, cosi tutti possono leggere Vito
l’Alcamese.
di: Alcamese |