La Prospettiva

 

La rappresentazione prospettica

 

Dal 1400, gli artisti sentirono sempre di più l'esigenza di riprodurre in modo realistico lo spazio in cui ambientare i personaggi e gli avvenimenti raccontati. Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti codificarono le regole prospettiche che promossero un cambiamento epocale nell'Arte.

Grazie alla rappresentazione prospettica, che crea l'illusione della profondità spaziale, riuscirono a porre le immagini in relazione l'una con l'altra e secondo le loro giuste proporzioni.

 

La prospettiva lineare

 

La prospettiva è un sistema di regole che consente di rappresentare, su una superficie piana, un'immagine tridimensionale, suggerendo così la sensazione illusoria della profondità spaziale.

Le teorie prospettiche si basano sulla percezione visiva che abbiamo dello spazio. Se ne ha una prova osservando questa scacchiera: se si disponi verticalmente davanti agli occhi si vede che la sua superficie è suddivisa regolarmente in tanti quadrati, alternativamente bianchi e neri, tutti della stessa grandezza.

La scacchiera sembra, però, molto diversa se si appoggia orizzontalmente su un piano: innanzi tutto è evidente che i quadrati non appaiono più come tali, ma un po' deformati e che le loro dimensioni variano diminuendo gradualmente. Anche l'altezza dei pezzi sembra cambiare a seconda della posizione che essi hanno rispetto all'osservatore: quelli in primo piano appaiono più grandi di quelli lontani. Inoltre le linee che formano il reticolo della scacchiera sembrano convergere in un punto, mentre noi sappiamo che nella realtà sono parallele. Lo spazio tra le linee orizzontali si riduce progressivamente, creando l'effetto di scorcio.

La proiezione frontale (fig. A) ti mostra la scacchiera come è nella realtà: i quadrati che la compongono hanno tutti le stesi dimensioni.

La visione prospettica (fig. B), invece, deforma l'aspetto dei quadrati, alterandone anche le dimensioni. Confronta il quadrato e il pezzo degli scacchi in primo piano con quelli dell'ultima fila e osserva come variano le loro proporzioni in relazione alla posizione. In quale delle due visioni (frontale e prospettica) percepisci l'idea della profondità e della lontananza?

  

Prospettiva centrale

 

Riprodurre un oggetto o un ambiente in prospettiva è un po' come osservarlo attraverso una finestra posta tra te e il soggetto e disegnare sul vetro ciò che vedi in trasparenza.

Quando l'oggetto che guardi è posto in modo da avere un lato parallelo a te lo vedi in prospettiva centrale, proprio come la scacchiera. Analizzando ancora l'esempio della scacchiera individuiamo gli elementi utilizzati per riprodurre l'oggetto secondo questa visione prospettica. Come si vede, alcune linee del reticolo appaiono orizzontali, mentre quelle che seguono la direzione dello sguardo dell' osservatore sono oblique e convergono tutte in un unico punto detto punto di fuga (P.F.). Esso coincide con il punto di vista (P.Y.), che corrisponde alla posizione degli occhi di chi guarda; l'immagine prospettica cambia a seconda che la si osservi da una posizione centrale o da una più angolata lateralmente. Il punto di fuga si trova sulla linea d'orizzonte (L.O.), una linea immaginaria orizzontale che passa all'altezza dell'occhio dell'osservatore; essa indica, quindi, da quale altezza stiamo guardando.

 

Punti di vista

 

La posizione che si assume quando si osserva uno spazio aperto o quello chiuso di una stanza ne condiziona la percezione; un ambiente appare un po' diverso a seconda di dove ci si poni per guardarlo. In questi disegni è stato variato solo il punto di vista; si osservi come cambia la veduta prospettica in relazione alla posizione dell' osservatore. La scelta del punto di vista assume grande importanza nella rappresentazione di una scena, sia in pittura, sia nel cinema e nella fotografia.

 

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