Margherita Giacometti - Alcolore

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Racconti
LA DOMENICA SENZA LA MESSA

Tu mi chiedesti come avevo passato la domenica e io ti dissi che era trascorsa come il solito nel grigiore più totale con i miei genitori ormai decrepiti. La notte del sabato non avevo dormito che poche ore, soffrivo ed ero angosciata più che mai. Per il mio destino di donna sola che doveva accudire un novantenne e una ottantenne afflitti da demenza senile,povere ombre d’un tempo che fu,Dio mio come s’era ridotta la mia vita! Mi ero alzata senza aver puntato la sveglia per la suoneria d’ un telefonino mio acquistato di recente. Aperti gli occhi avevo sentito una fitta al cervello, ricominciava l’emicrania più forte che mai, più orribile che mai. Guardavo il lampadario acceso di luce violenta, durante la notte l’avevo lasciato acceso e quel poco che avevo dormito, l’avevo dormito con una fortissima luce accesa sulla testa. Dio mio, come mi ero ridotta!
Mi alzai a fatica vagellando con la testa spaccata dall’emicrania. Sentivo in lontananza le campane, domenica non più domenica da anni, non potevo certo andare alla messa lasciando i miei genitori da soli senza custodia. Evitai di guardare a lungo il mio corpo sformato dalla pinguedine, l’emicrania continuava e io mi trovai in bagno già distrutta. Sbirciai nella camera dei miei genitori e li sentii dormire ancora con respiro pesante. La domenica lasciavo dormire mio padre più del solito,mentre io m’aggiravo per la stanza da letto guardandoli sotto la coperta. Era Novembre, si era ai primi di Novembre, i morti erano appena passati. Io al cimitero avevo i nonni materni, ma non li andavo mai a trovare, da tempo non versavo lacrime sulle tombe, soffrivo e basta.
Il giorno dei Santi c’era stato mercato in piazza, bancarelle qua e là ed io che avevo poco tempo e poca voglia di attardarmi in piazza lasciando a casa i miei genitori.
I soldi erano pochi e poca la voglia di spenderli, ma un mercato è cosa ghiotta per chi non ha nulla di meglio il giorno della festa, quella festa m’aveva rattristato come del resto le altre feste comandate. Da tempo non andavo in una chiesa ad inginocchiarmi e a sgravare i miei peccati, non avevo tempo se non per i miei genitori e per il lavoro ingrato che mi ero scelta molto tempo fa, perciò tiravo avanti alla cieca come un mulo da basto, come se fossi legata a d un marchingegno da far girare. Svegliai i miei genitori con un senso di sofferenza col solo scopo di far inghiottire le medicine a mio padre sempre più assente e chiuso in se stesso.
Mio padre ormai si esprimeva a gesti e parlava qualche parola a fatica come se non fosse lui che parlasse, mia madre da anni farneticava e io ero senza messa.

Margherita Giacometti

 
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