Margherita Giacometti 2 - Alcolore

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Le tue poesie
Le poesie di MARGHERITA GIACOMETTI  2
 
DIETRO LE SBARRE

Ci sono molti modi per essere
Dietro le sbarre. Rumore di chiavi.
Rumore di catene. Manette ai polsi
E solitudine di una cella dove
Guardo il soffitto e penso e disfo
Il ricordo della rapina.Io ladro
Per tutti. Io ladro per sempre.
La vita è oltre, oltre non posso.
Dovunque e comunque ladro.
Ho il marchio tra gli occhi.
Lo porto sempre fuorché quando
Sogno la notte senza di lei-
Perché lei non è più con me
Ed io sono solo a dimenarmi
Tra le coperte sfatte di un
Lettuccio cigolante. E mai
Mi toglierò il marchio tra
Gli occhi sbarrati che ora
Vedono il male fatto e il corpo
Di quell’uomo cadere.

di: Margherita Giacometti 31/8/2008

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INDIETRO NON SI TORNA

Quel che ho fatto ho fatto,
indietro non si torna, lo so.
Ho bevuto la mia libertà
Di uomo alla deriva, mentre
Sale la marea io affogo,
ogni giorno affogo in questa
cella con un amico sconosciuto
il cui odore m’attossica
le nari-indietro non tornare
c’è un Dio-legge che mi ha
incastrato.Afferro le sbarre,
le scuoto e urlo che ho fiato
sono ancora un uomo ?
o stranamente sono la bestia
che dice la gente. Che vorrei ?
non ho padrone, ma guinzaglio
sono un cane randagio in un
canile sporco di me stesso.

di: Margherita Giacometti 31/8/2008

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ORE PERSE

Ore perse io misuro
E lunghe, vaghe
Di ricordi, io dentro,
gli altri fuori, oscena-
mente ti penso e guardo
l’inferriata che m’esclude,
io da me esclusa, per mia
colpa, non riconosciuta,
eppure ho diritto a vivere
anche in questo schifo
delle ore collose, atroci.
Ore e ore uccidendo il
Pensiero colpevole,
perché tutti dicono me
colpevole, ma io sono solo
straniera, ho solo passato
di mano la polvere, è vero
ho aperto le narici alla coca,
ma sono sempre donna,
la tua donna disgraziata.

di: Margherita Giacometti 31/8/2008

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SE VENTO

Se vento forte geme
E piange pioggia
Sferzando viso altero,
che giova scrivere d’amor
se amor non parla a te
ma alla giovinezza perduta?
Se noia bussa alla porta
Con insistenza e non c’è gioia
Con lei bensì gramaglie,
che giova il biondo crine
se amor non parla a te
ma alla giovinezza perduta?

di: Margherita Giacometti 14/7/2008

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SE IL CIEL

Se il ciel s’oscura
Grave di nuvole grige,
se la tua testa è vuota
di pensieri acuti, se poi
mangi pane che non sazia,
allora sei misera nel tuo
gioco e nella tua prigione
di sbarre bagnate e pensi,
attendi, speri che………..
ma che non sai, vagante
come sei, planando sopra
tetti sporchi e opachi.

di: Margherita Giacometti 14/7/2008

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GORGOGLIO

Gorgoglìo di piccioni sul tetto,
mentre scivola la vita col suo fluire,
viviamo in una discarica d’idee
specie quando la nausea del puzzo
attanaglia lo stomaco gonfio
di succhi gastrici e di ira.
Grava sulla nostra testa
Un rumorìo di temporale
Osceno, mentre un treno
Corre veloce ad una mèta
Imprecisata che non possiamo
Conoscere adesso anche se
Son state scritte parole
Di bronzo pesanti per sempre.

di: Margherita Giacometti 14/7/2008

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QUANDO

Quando vuota la testa
Di cerchio ferreo cinta
Guardo il cielo cinerino
E il vento umido sfiora
Le mie braccia indifese
In un’attesa nauseante ,
quando rumoreggia
la nube cilestre sul tetto
gorgogliano i piccioni
della mia casa -prigione,
ebbene anche io sono
prigioniera del grave
temporale e penso al nulla,
a nulla io penso e non ho
ispirazione, ma solo dolore
sordo, opaco e grigio
come grigia è mia vita
e nauseante senza
barlume di vero amore.

di: Margherita Giacometti 14/7/2008

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LO STRANIERO

Voi, figli, fratelli,amanti
Chiudete bene la porta
Quando uscite dalla casa
Che non entri lo straniero.
Lo straniero infatti vi fa paura
Che non parla la vostra lingua
Ma può sedurre una donna
E dormire nel vostro letto
Voi avete paura dello straniero
E vi sentite soli e indifesi
Non avete pane da spartire
E pochi soldi in tasca.
Non avete soldi per lo
Straniero che avete fame
Più di lui e più di lui
Siete rabbiosi per fame
E per amore.

di: Margherita Giacometti 12/7/2008

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IL LUNGO BALCONE

Mi son ridotta come mio padre
Su di una sedia di vimini
In un lungo balcone
Circondata da piccioni
Grigio screziati
Che beccano il riso
Sparso da generosa mano il mattino.
Mi son ridotta come mio padre
Con pochi soldi in tasca
Ed un silenzio pesante
Nel sole e nel vento
Chiusa in me stessa senza lamento,
ma mio padre ha quasi 90 anni
e io no, vorrei godermi la vita
in un modo o nell’altro, però
c’è mio padre e c’è mia madre
senza memoria vagante
a volte vorrei dire parola generosa
oppure briosa, sagace
a chi mi sta vicina
magari donna bella
e prosperosa
come quella del piano di sopra
che s’appresta a traslocare,
ma non so che dire
come fare a sciogliere
quel muso duro
prima o poi le dirò
“ BENVENUTA ALL’INFERNO”

di: Margherita Giacometti -9 luglio 2008

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GIOCO

M’accontento d’un gioco risaputo
Bevuto all’angolo d’una voce
In falsetto, giocoso, ma strano
Un treno correva sfiorando
Le case, treno di pensieri osceni.
Io bevevo veleni da poco, senza
Soldi da buttare, rimare o riamare,
odio le tue chele villose, lisce
come spalmate di burro sciolto.
M’avvicina a te quella tua
Pancia sporgente e le tozze
Tue gambe, cammini come in un
Sogno da me sognato un dì.

di: Margherita Giacometti -5 luglio 2008

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UN DOLORE FERITO

Un dolore ferito m’aspetta
All’angolo del mese, rapido
Viene e traccia la nausea verde
Giallognola, io credevo o non
Credevo, se essere o tacere, ma
Tu m’abbandonavi con chele
Villose al mio destino, restino
Gli altri a giocare con rossa
Palla in cortile semi deserto
Calura oscena e la scena ripeto
Non so neanche il perché, ma vivo.

di: Margherita Giacometti -2 luglio 2008

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I PIEDI GONFI

I piedi gonfi, ho camminato
Cercando tua voce in falsetto
E bevevo me stessa versificata.
Pensavo che tu capissi la mia
nell’orto stava un altro
che non incontravo la sera.
Altro era il nome, altro dire,
fulva la traccia, obliquo sguardo,
satiro della selva d’ un pensiero
tu bevi alla fonte, ma non sai
giocare con te stesso, mentre io
aspetto uno squillo che desti
il mio torpido passato che fu,
che è stato ed ancora è vivo.

di: Margherita Giacometti -1 luglio 2008

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LA TESTA

La testa pesante ed alcun
Interesse per me oscillante
Tra cupi pensieri e vaghe
Illusioni d’essere. Forse per fare
Origami anch’io, giochi di carta
Con abili dita dita tu pieghi la carta
Di colore diverso e così ti diverti
La schiena mi volti e cupa
Ti guardo, odiandoti un po’ severa.
La stanza è vasta, brusìo
D’onde donde s’alza tua voce
Timidamente falsata.

di: Margherita Giacometti -1 agosto 2008

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ORIGAMI

Origami e mi guardo
Le mani, sarà o non sarà,
e guardo le tue mani
come burro spalmato
con lieve disgusto,
anche per la tua testa
di uovo sono piena di perché.
Scomposizione di frammenti
Gioco mio e tuo d’intenti
Offri ritagli e crei origami.
Restano mani sparse nella
Stanza, una riverenza ed una
Piroetta mentale, non so perché
Mi sento depressa e nauseata,
tu non mi chiami ed io non ti
afferro tra risa e chiacchiere
oscenamente contratte.

di: Margherita Giacometti -1 luglio 2008

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ORIGAMI

Origami di pioggia
Tra le tue mani in un
Ricordo invecchiato,
risaputo, gioco giocato
tra noia e tessere
d’un puzzles, carta
colorata, le tue braccia
osservo con repulsione.
Efelidi sparse
Di pensieri estrosi
Tu hai e io penso
Alle macchie della tua
Vita o della mia vita
Non so se sei qualcuno.
Di certo io nessuno.
Vorrei avere fame,
ma tu balbetti.

di: Margherita Giacometti - 1 luglio 2008

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“Vissillo di stelle” 

E QUEL CHE LANGUE IN MEO COR

E quel che langue in meo cor femineo
è come angue presso i tuoi piedi masculi,
pronta sono a fedir tua bella mano che
mi vorrìa carezze dare e dare amor che
sorte ti concede e se non riede amor
al mio nido non vo' che poscia sia sol
grido di gente in gente vano sanza respir.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle” 

LA RANCIA DEL SOL CHE FERE GLI OCCHI MEI

La rancia del sole meridiano che fere al tramontar
gli occhi mei sanza verace lacrimar m'annuncia che
tempo è passato et hora è di manicar tuo core
per cui di vero amor arder vorrìa come una bella
figlia d'amor stesso e starti dappresso vieppiù
mirando il tuo bel viso che s'apre al sorriso.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle” 

QUEL VOTO DEL COR CHE LACO SI FECE

Quel voto del cor che laco si fece ne la mente
che non si pente d'amarti ancor che zo sia
proibito da malevol gentuccia di paese ingrato
quel voto del cor tu lo riempisti tutto di colpo
sanza fedir in real torneamento et tu eri il sol
a vincer presto e nulla fu a me molesto.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle” 

SERVA D'AMOR NON VO' ESSER PIU'

Serva d'amor non vo' esser più né più sofrir
la malasorte che femmina mi fece a te prona,
messer de la mia vita, messaggero di gioia,
di cui parte non ho per niuna ragion verace.
La bella chioma tua che vento inanella a me
desiosa di toccarla, si fa basciar da qualcun'altra
amorosa di te sempre o mai comunque bella.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle"

SE MANICAR MI FESSI IL CORE TUO AMOROSO

Io veracemente sarìa tua et tua per sempre,
a lo core devi adjungere lo sguardo solatìo
di chi patìo pene cortesi d'amor zovenil fero,
et il sol d'innamoramento vero sale ad est,
verso oriente et poscia il neente post te.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle"

DI FERUTE

Di ferute tu morrai con duolo vivo
D’amor io morrò non tra le braccia tue
Che frutto proibito veracemente sei
E quello che ora il tuo petto pate
Est verace neente a satisfar mio odio
Seppur amor sul capo tuo rifulge
Qual circular melodia com’inno
Altero di tua vita a volger ver la fine.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle"

IN SUSPICIONE IO VENNI

In suspicione io venni ke tu mi tradissi
E mi celassi il vero volto tuo di masculo
Crudo il dì, la notte falsario di moneta,
dir non vo mia pena atroce se vo’ scire
tue mene absurde, homo sanza respecto.
Amor ti bascia in fronte, ma cupo se’ invero.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle"

TU KE VO’ DIR AL CORE MEO

Tu ke vo’ dir al core meo di tua ruina
Ruinosa, a me ke so’ perla rugiadosa
A ber tuo verbo come favelli e gli occhi
Tuoi belli non stregan più me com’allora.
Donna altera i’ so’plus quam tu cogiti
E bella la tua faccia plus quam luna
Non invenio ora ke ziogo con fortuna.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

PACE NON HABERE

Pace non habere i’ no vorrìa
Pure tu pace non habes in tuo
Horto opaco ubi la donna tua
Velata tieni e tuoi virgulti ora
Fioriscon da te lungi et tu ti rechi
Peregrino alla santa croce e basci
La mano santa ke dispregi semper.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

AMISTA’ TECO VORRIA

Amistà teco vorrìa e poi stare ai tuoi pie’
Qual femina ke ascolta te parlando tuo
Eloquio sulla sera qual serotino filtro da ber
A sorso a sorso, mala tua femina sarìa di zo
Gelosa ke portentosa io sono e non sol.
Bella non sono e fascinosa est tua voce
Financo tace il rosignol del mito e poi
Tu se’ sparito dal mio amor, fors’anche
Da tenera amistate di core ke sanguinerebbe.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

NIUNO VERBO SORTI’

Niuno verbo sortì da meo ore pro tua salute
Niuno motto io fo de tua salute ardita, vita
De la mia vita, flore ke di zo est concepto
I’so, flore non de tuo horto inameno et vero
Amor non habeo, at volo tua lengua favellar
Cum amoroso pianto, ego flor de morte.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

CUM TUCTO AMOR KE IL COR PUOTE

I’ vorrìa basciare i tuoi capei di nocte,
at nocte vene e vene pur ambascia de non esser
teco a gustare tua favella ornata, ke triste
est lo meo cor sanza amistate de tuo spirto
superbo de passion e de potere oltre ogni
possa ke huom disira in se medesmo.
Amor, amor ke se’ ambascia e angor in nocte
Sanza luna, i’ so’ la tua sfortuna atroce.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

DOLZE MEA PASSION EN LA TUA MANO

Dolze mea passion cum tucto el core
Blanca la mano tua in aere tesa a mostrar
Miraculo di charitate extrema e dolze.
Ziogo de puta in horto cluso et amore
Fuso liquido likor di vita et i’ so’ svilita.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

DE MISERA MEA VITA CUM TUA DIPARTITA

Zovene amor non habeo, zovene viso claro
Non habeo, at pallidetto, et lasso cuando
Fere il sol lo maitino aprico campo cum luce
Intensa e sansa pari est tua verace vita
Ke io soffro de tua dipartita, cruel mio
Amico, non de la ventura, scura la vita
Mea e dolze lamento d’augei veracemente
Amorosi il dì ke videro teco el tuo segnor.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

L’ALMA TI SE’ VENDUTO

L’alma ti se’ venduto al potere de lo monno
Infame ke tutta gente di bel saper klama ver te
Ver te ke un tempo gente di volgo tuo amava.
L’alma ti se’venduto in modo osceno ke puta
Ora è l’alma tua pro me meschina, flore blanco
In tue meni forti, ora sporkate di melma aurea.

di: Margherita Giacometti

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“Vessillo di stelle”

SENIORA DE TUA VITA IO NON SO’

Patrona de tua vita i’ non fui in tua gioventute
Zovene kaldo eri et mero avevi il cor a volger
Il tempo rio ver plus placide aque de maturo
Senior de la tua patria. Iurar non puote tuo
Cor se non a veritate, lampa de zoia e zoia in se
Ascosa, ascosamente zoia de divin amore.

di: Margherita Giacometti

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