Marco Saya - Alcolore

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Le tue poesie
Le poesie di MARCO SAYA
IL TEMPO

Le giornate che passano
Guardarsi allo specchio
Uno specchio che non ti guarda più
Questo maledetto tempo

Ore, minuti, secondi
Non si fermano mai
Le lancette di un orologio guasto mi illudono
Questo maledetto tempo

Segni sul viso
Vestigia di antica giovinezza
Ricordi che pesano
Questo maledetto tempo

Scorrono immagini
Ne catturo qualcuna
Altre mi evitano
Questo maledetto tempo

Cosa rimane?

Non passa mai...
Questo maledetto tempo

di:  Marco Saya

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INCOMPIUTA

Scampoli di un tempo tiranno che dopo una lunga cors
stà per raggiungere la gelida meta.
Brandelli infetti e contaminati di antica memoria
ripercorrono immagini di finto ordine mondriano.
Luci e ombre del varietà,un palcoscenico della vita
mai vissuta.
Fragilità dei nostri corpi acquosi....
Un lui, una lei, due rette all'infinito,castelli di carta pronti
a sgretolarsi al primo leggero soffio di una piuma.
Rabbia, lontana compagna di viaggio, ora sopita
in dicotomiche visioni.
Allucinazioni per un sogno mal digerito e psichedelici
risvegli da un sonno mai consumato.
Morte Sovrana, ti aspetto, pescivendola di un mercatino
di corpi putrefatti....
Impotenza per non poter essere.........ma sentirsi
eterni......

di: Marco Saya

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LA VITA ACCADE

Il tempo dissolve la fretta di dimenticarti
Nuovi attimi
Embrioni di attese emozioni
Sbocciano improvvisi
Petali dai misteriosi colori
Di te mi rimarrà l'odore
Sapore di antiche guerre in terre lontane
Oblio per un paesaggio d'amore
L'illusione di un languido blues ritrovato
in una vecchia soffitta
Ed intanto...
la vita accade
Scena muta di parole sole
Un palcoscenico sordo illuminato dalla cecità di
Pensieri posticci
Sempre uguali
Sempre gli stessi
Sempre Noi

di: Marco Saya 

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TROPPE VOLTE

Troppe volte
Giochi di bignè su bocche voluttuose
Massaggi di carezze accennati in discesa
Sale la febbre di giocolieri impazienti
Scacco di un re ad una regina che aspetta
Troppe volte
Viso d'angelo sonnecchi, ridono gli occhi semichiusi
Labbra appagate soffiano appena
Una chitarra sul letto strimpella nuda
Menestrello di corti boccaccesche pizzica altre corde
Troppe volte
Il gioco ricomincia su arpeggi sfiorati
Melodia suadente su una pelle di velluto
Pause di istanti anticipano note d'amore
Libera l'improvvisazione l'ultimo assolo di piacere
Troppe volte
Ricordi di un sapore lontano
Gusto di un sesso che manca
Stanco il menestrello suona su un letto vuoto
Aspetta un vassoio di bignè e nulla più

di: Marco Saya 

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CONSUETUDINI

Due tazzine bianche si scaldano lentamente su un
piatto circolare.
Una danza ritmica e composta le accompagna.
Il microonde scandisce il tempo, le tazzine
ruotano in senso orario
senza mai sfiorarsi
l'acqua ora bolle, il microonde si spegne.

Un uomo, una donna seduti attorno ad un tavolo
si scaldano con una tazza di tè,
...come le tazzine mimano una danza d'amore
ma non si sfiorano mai.

Si é fatto tardi

Le tazzine vengono riposte al solito posto...

di: Marco Saya

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FOLLIA

Percorsi obliqui a ritroso tridimensionali archetipi dirigono la mente

Cruciverba di vie, stato gravitazionale a primitivi deliri,
scende le scale a chiocciola, gradini all'infinito

Sintesi sparpagliata di materiale grigio impastato
edifica il monumento della finzione mai reale

Ombre inquiete riflesse da uno specchio opaco
rotta di collisione per cocci di terracotta

Attendiamo inerti epiloghi di pensieri, catastrofe di molecole disfatte,

Spaventapasseri al crocevia della ragione allontanano
gli ultimi bagliori di recondita memoria già stantia

di: Marco Saya

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GABBIA

Liberi di starci dentro
Liberi di uscirne
Sicuri di osservare al di là delle grate
Paura di abbandonarla
Sceglierne un'altra
Accorgersi che non è quella giusta
Ritornare sui propri passi
Entrare e rimanere
Ma è pur sempre una gabbia...

di:  Marco Saya 

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TRA IL SILENZIO DEGLI ULIVI

Qui, tra il silenzio degli ulivi,
l'azzurro del cielo abbraccia la valle
e un campanaccio da chissà dove
spezza la monotonia del ritmo
uguale all'incedere di quel pastore
e a un cane che da rituale abbaia
per dire che c'è e che ci siamo
anche noi nel descrivere
la saggezza della natura
così bonaria nell'umore
di una giornata serena
in attesa di quel lampo
di buio pronto a deturpare
il paesaggio nel nuovo
ordine delle cose

di: Marco Saya

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CADE PER CASO

Sanguina il dito
impronta su carta
assorbente
Assorbe la linfa
una goccia scappata
Pesa di meno
la vita (ora)
Quell’attimo mi sovrasta
sorpassa il presente
Ritorno al mio dito
L’indice
indica il rimedio
Continua e straripa
Lago (rosso di sera)
dispera di guarire
chè il futuro non vede
e un’altra goccia
cade per caso
e piove la vita...

di: Marco Saya

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E TUTTI DICONO

E tutti dicono
Poi tacciono
Infine si nascondono

E tutti pretendono

Poi chiedono
con le palme tese
al crocevia dello scontato

Infine una delle tante croci
Suggella il fallimento
dell’illusione pagata con comodi ratei...
Pochi parlano con occhi aperti
pochi ascoltano

Pochi accettano
la mediocrità
che vuole assurgere ad archetipo
di ogni tempo

Pochi salutano
l’umile albergo
dei turisti
occasionali.

di: Marco Saya

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ROZZANO

Respiro Rozzano da circa tredici anni
Corpi cicatrizzati mi accolgono
per il consueto caffè mattutino
La disperazione sale all’alba
su volti che non conoscono
parole (vuote) di sparuti gabbiani
che sorvolano cime tempestose
(arroccati nelle vostre torri di burro)
o di piccoli insignificanti amori-amanti
che non scalfiscono
l’obbligato niente
di cui si ciba quel bambino
tra Via dei Garofani e Via dei Gelsomini
I fiori finti del potere (accanto)
confinano con queste favelhas
Strano contrasto (questo)
di un fiorista che profuma
solo il suo baracchino
come un deofresh
per il refrigerio di ascelle
che la paura suda
e la sera si ribella di giungere...
Sebastiana è morta
uccisa dall’indifferenza
di chi ha sempre disprezzato
la vita sfortunata
per la quale non valeva la pena donare un fiore
Muore anche la poesia
capace di pulire le ali del potere
come quelle vespe fastidiose
che ti si appiccicano sulla pelle umida
pensando di farti un favore
Maledette zecche
Maledette parole
Non hanno salvato la vita
a chi voleva odorare
Il profumo vero
Di un fiore...qualsiasi...
Saluti

di: Marco Saya 

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FREE JAZZ

Note arrabbiate, bisbigliate, confuse,
disperate,
eleganti, folli, gioiose,
incomprese, libere, melanconiche,
noiose, oscene, particolari,
quadrate, rumorose, stonate, tristi,
urlate, vibranti,
z........,
Non vi è una conclusione.
Così è la nostra vita......

di: Marco Saya

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