UNA FIGLIA AL PADRE

  

Ricordo in periferia il carosello,

la giostra di cavalli il tiro a segno,

nella mia stanza avevi costruito un castello

che felice chiamavo il mio regno.

 

Con pioggia, neve e sole

mi accompagnavi a scuola ogni mattina.

Ricordo ancora le tue sagge parole

che mi dicevi quando ero bambina.

 

Avevi sempre argomenti da parlare

dandomi consigli a non finire,

con modi dolci, tu ci sapevi fare,

cercavi sempre di farti capire.

 

Il giorno che sono nata, mamma è partita

mi sei stato padre, mamma e confidente,

anche se grande ero la tua ferita

in silenzio soffrivi e non dicevi niente.

 

Un altro uomo entrò nella mia vita

e tu orgoglioso mi donasti in sposa

credendo che la nostra storia fosse finita

scrivesti un quasi addio, in colore rosa

 

Fra di noi mai ci sarà un addio

sei stato la mia luce, ora sei la fiamma

non sai il bene che ti voglio vecchio mio

adesso di più, perché sono anche mamma.

 

Auguri babbo, oggi è il tuo giorno,

fammi tornar bambina su quel prato

portami alla giostra, fai che io ritorni

a giocar con l’aquilone, con te al mio fianco.

 

Per il tuo compleanno, scrivo una poesia

come facevi tu il tempo passato,

te la dedico con tanta simpatia

per dirti grazie, di ciò che mi hai donato.

 

di: Alcamese