UN  FELICE  FUTURO

 

Girando per le vie di Arpia antica

incontro due conoscenti del passato

sono gente ha cui non piace la fatica

passano le notti al commissariato

 

Uno è magnaccio l’altro accattone

conosciuti in almeno tre quartieri

il giorno seduti sotto l’ombrellone

davanti al bar dei Corsari neri

 

Mi siedo, ordino il solito ristretto

accompagnato da cornetto e nutella,

arriva il magnaccio e con rispetto

mi presenta la signora Annarella.

 

Donna di classe, fine, e si vede

da come veste e beve il cappuccino

chi passa e la guarda non crede

sia una donna del magnaccio Nino

 

Mi guarda e tutta seria s’avvicina e dice

 "senti tu che sei poeta e tanto hai amato,

mi dai una mano ad essere felice

che possa lasciare questa vitaccia al passato.

 

Sono stanca, credimi voglio una famiglia

un uomo che mi ami e tanti figli

sarò madre, sorelle, amica, figlia

regina di un giardino con tanti gigli."

 

Mi alzo e gli faccio una proposta

lei attentamente sta ad ascoltare

l’accattone aspetta la risposta

il magnaccio incomincia a pregare.

 

Lei non risponde, piange tremante

mormora frasi confuse ed incomprensibili

la prendo in braccio teneramente

stringendola al cuore dolcemente.

 

di: Vito Bologna