SIGNORE SCANSACI

 

Il ventre della terra ha fuochi accesi

Che bruciano le ali d’un gabbiano

Nell’indifferenza quotidiani dei silenzi

Nasce il desiderio di voler cambiare il mondo

Coi sognanti programmi d’infinito.

Signore scansaci
Dai falsi miti, dai colossi d’argilla
Dai presagi barattati
Dai Giuda e dai Pilato
dall’odio delle razze
Signore scansaci
Da chi ci chiama fratello
Nella sala d’attesa del patibolo
Per consegnarci al boia
Senza uno scrupolo
È meglio che restiamo figli unici
Incatenati nella solitudine
Nutrendo nel profondo delle anime
L’immenso seme dell’umano credere
Signore scansaci
Da quest’incendio
Di parole al vento.
Signore Scansaci!

 

di: Luciano Somma

I quattro Cavalieri dell'Apocalisse, opera di> A. Dǘrer