Rozzano

 

Respiro Rozzano da circa tredici anni

Corpi cicatrizzati mi accolgono

per il consueto caffè mattutino

La disperazione sale all’alba

su volti che non conoscono

parole (vuote) di sparuti gabbiani

che sorvolano cime tempestose 

(arroccati nelle vostre torri di burro)

o di piccoli insignificanti amori-amanti

che non scalfiscono

l’obbligato niente

di cui si ciba quel bambino

tra Via dei Garofani e Via dei Gelsomini

I fiori finti del potere (accanto)

confinano con queste favelhas

Strano contrasto (questo)

di un fiorista che profuma

solo il suo baracchino

come un deofresh

per il refrigerio di ascelle

che la paura suda

e la sera si ribella di giungere...

Sebastiana è morta

uccisa dall’indifferenza

di chi ha sempre disprezzato

la vita sfortunata

per la quale non valeva la pena donare un fiore

Muore anche la poesia

capace di pulire le ali del potere

come quelle vespe fastidiose

che ti si appiccicano sulla pelle umida

pensando di farti un favore

Maledette zecche

Maledette parole

Non hanno salvato la vita

a chi voleva odorare

Il profumo vero

Di un fiore...qualsiasi...

Saluti

 

Marco Saya