RICORDANDO CON TENEREZZA

 

Io papŕ mamma, fratelli e sorelle

eravamo fuori a guardare le stelle

d’un tratto si sente la sirena suonare

e dalla montagna un mitra sparare

fu quella sera del quarantatre,

il venti di agosto io persi te.

 

Guardai il tuo viso, gli occhi profondi

la pallida pelle, i capelli biondi,

grido il tuo nome, e non mi rispondi

ho perso la guida dei miei due mondi,

del mondo reale e la fantasia,

eri la meglio della compagnia.

 

Io mia moglie e i quattro figli

siamo in giardino accarezzando i fiori

in un angolo nascosto vedo due gigli

vicino ad una lapide, incisi due cuori,

oggi agosto del duemilasette

e l’anniversario della mia Charlotte.

 

Dalla finestra sento il piano suonare

la mia nipotina i č messa a cantare,

canta per mia sorella l‘Ave Maria

che sempre mi fa compagnia

io dico a tutti che nel quarantatre

volasti in Cielo ma, sei qui con me.

 

di: Alcamese