POVERO SIGNORE

 

Tu che mi critichi, ti senti intelligente

è facile giudicarmi dal mio passato,

se sono nato povero e senza niente

la colpa non fu mia ma del fato.

 

Giudicami per quello che faccio e sono,

di ciò che senza aiuto ho conquistato

metti sulla bilancia, il male e bene

e dove sono arrivato con tante pene.

 

Tu, chi sei, che di me ridi ?

Perché hai sette lire e una casa

tu che sei nato in altri lidi

ti senti meglio di me, con una casa ?

 

Come mi fai pietà, caro signore,

sei tanto ricco si, ma non hai nessuno,

solo per i soldi, hai amici e amore,

ma solo rimani con il tuo rancore.

 

Sei orgoglioso ti tanta ricchezza

a tutti mostri gioielli e valori

mostri i tuoi diplomi con fierezza,

cercando di comprarti i favori.

 

Io povero ignorante analfabeta

non vado in giro con una Ferrari,

sempre a piedi vado per la mia meta,

e al lavoro rispetto gli orari.

 

Giudicami adesso dove sono arrivato,

pesa il mio onore e pure la mia famiglia,

e vedi che un povero emigrato

è più ricco di te e di chi ti somiglia.

 

di : Vito Bologna