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POESIE
ZEN Mai un equilibrio, ma eterno librarsi che mai si arresta. Oscillano le maschere riappese. Crepitio di foglie al vento; chiudo gli occhi ed è fuoco, è pioggia, è carta, è applauso… Cos’è? Silenzio dell’albero: dove sono nel suo profondo i rami e le radici? Foglie cadute, giaciglio antico della terra o è come se lo fosse. Al risveglio, com’è irreale il mondo dopo aver sognato! A cosa serve l’erba esplosa da un marciapiede? Intrecci di nuvole che guardiamo e dimentichiamo. Scaglio il giornale sul soffitto: il moscone è morto stecchito mentre in cortile miaula l’estro venereo. Arachidi tostate giganti: potessi anch’io preferibilmente consumarmi entro la data sopra indicata!
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