POESIE ZEN

 

Mai un equilibrio,

ma eterno librarsi che mai si arresta.

Oscillano le maschere riappese.

 

Crepitio di foglie al vento;

chiudo gli occhi ed è fuoco, è pioggia,

è carta, è applauso… Cos’è?

 

Silenzio dell’albero:

dove sono nel suo profondo

i rami e le radici?

 

Foglie cadute,

giaciglio antico della terra

o è come se lo fosse.

 

Al risveglio,

com’è irreale il mondo

dopo aver sognato!

 

A cosa serve l’erba esplosa da un marciapiede?

Intrecci di nuvole

che guardiamo e dimentichiamo.

 

Scaglio il giornale sul soffitto:

il moscone è morto stecchito

mentre in cortile miaula l’estro venereo.

 

Arachidi tostate giganti:

potessi anch’io preferibilmente consumarmi

entro la data sopra indicata!

 

Davide Riccio

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