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“Per Mamma e Papà”
Ed or che di tanta voglia in me riman la pena, datemi le vostre cose. Datemi i miei mari, le colline, le pianure, tutte le greggi e le mandrie intere. Datemi sulla più alta cima, una pargoletta casa dalle verdi facciate e giallastre e dai bruschi tetti, ché possa ancor cantare, sognare per soffrire e piangere amare e rammentare ammalati, dispersi, morti e vecchi. Datemi il sole e i monti, con i loro nascosti-splendidi leggiadri arazzi, in quel picciolo arco d’entusiasmo pieno colmo di stupore, là tra: tuoni, lampi, angoli, spigoli, stretti di contrada, ove nel lontano il vortice si scatena e tanto miraggio mi abbalena. Datemi della terra le COSE Buone, dal profumo di poesia e dal sapore di More, col prorompente gramolar dell’incessante orrore che il mondo ne duole. Datemi subito, se Volete, il dolce germogliare di pace e d’amore, che di tanto in tanto….. e perennemente vuole Nostro Signore.
di: Nando Pantani (Albinea 06/08/1990) |
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