Pasqua   

Signore
sono qui al mio tavolo
di lavoro odiato
perche' non da uno neanche dei frutti sperati. 
E fuori
piove dolcemente
un vento burbero
promette il brutto
che non da,
e sono qui a pregarti
di pensare tu la tristezza
che conosci,
di pensare tu per me
il domani infelice.

 

 

Dammi la gioia 
o Dio di essere amato
voltati verso di me
Signore qui dove vivo
io di cui con vanto
urli la paternita'.
Non avevamo pensieri
che da poveri, scrive
il poeta, noi invece
abbiamo pensieri avidi,
vita insana e bramosa
per la poverta'
che ci rende
impuri.
Sancica   Roma