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OSSERVANDO LA BRUGHIERA
Osservo di me la univoca brughiera temperata apparente, più torbida invero e umida Calluna che spazza impazzita.
Osservo di me la brughiera che avanza dove era un querceto e gli sfalci del brugo per lo strame a foraggio e lettiera di mentale bestiame.
A che farne a parole una cultivar? Io non mi voglio suolo acido per vipere e coleotteri, né affidare all’alto di un arbusto o di un falco e una pernice di passaggio.
All’orizzonte che si amplia osservo di me la brughiera stagnante che pure avanza, più fredda che landa, e lascia ch’io pianga il mio sperma su musica di Haendel.
di: Davide Riccio |
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