OSSERVANDO LA BRUGHIERA

 

Osservo di me

la univoca brughiera

temperata apparente,

più torbida invero

e umida Calluna

che spazza impazzita.

 

Osservo di me

la brughiera che avanza

dove era un querceto

e gli sfalci del brugo

per lo strame

a foraggio e lettiera

di mentale bestiame.

 

A che farne a parole

una cultivar?

Io non mi voglio

suolo acido

per vipere e coleotteri,

né affidare all’alto

di un arbusto

o di un falco

e una pernice di passaggio.

 

All’orizzonte che si amplia

osservo di me

la brughiera stagnante

che pure avanza,

più fredda che landa,

e lascia ch’io pianga

il mio sperma

su musica di Haendel.

 

di: Davide Riccio