ESPERIENZE CONTADINE

 

“E’ una parte più antica di un piccolo mondo”.

Quando piove gli uccelli l’estate fermano e

contemplano quasi con timore ciò che proviene dal cielo,

da nessuno pare lamento, che è manna in quei giorni.

 

La gente allegra stufata nelle folti città,

l’aspeta sole e vento, spera sprazzi d’aria tenera-azzura,

dipinta-serena, e chi fatica di campi implora acqua pura,

………………….mellifica rugiada prodigia…………………..

 

Vivere fa la pioggia: è vanto del “Fatto Divino”,

allorché non avrebbe più vita il contadino.

L’arduo lavoratore va alla campagna, macchia il suo cappello

a guisa di verderame mentre irriga la vite, che con misteri di

virtù e di pazienza gli ha scolpito il core.

 

E’ un uomo con un mazzo di spighe, va piano,

guarda il grande specchio d’acqua nella vasca,

ove aspri pesci ed anguille coi loro lampi ed i loro guizzi,

sembrano “ intonarsi a schiera come unici Artefici del DUEMILA”.

 

Quest’uomo, piccola ombra nell’imbrunire, è stanco, è strano………

e incompleto…….e pensando all’indomani: si

asciuga la fronte vecchia di rughe.

La valle deserta ormai si fa scura, e

una musica di silenzio ripaga come Cantico e saluta.

 

“E’ l’avvento portato da DIO in ogni bene e ogni male,

per creare la VERA VITA SOCIALE”.

Ciò che è vita insegna all’uomo, che da natura sa d’essere creato e

Nel CREATO resta il VELO per ogni UOMO COSTRUITO dal CIELO.

 

Gli altri sentimenti non si eguagliano ai miei, per core piccino,

ma assomigliano al sempre novo core di contadino.

 

di: Nando Pantani    (Albinea 06/08/1990)