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Dolce Sirena, Divina Musa
A te non ti dirò mai, ti voglio bene nemmeno pronuncerò il verbo amare, con forza mi sei entrata nelle vene tu dolce musa, regina del mare.
Su uno scoglio sei seduta, ad occhio nudo scruti l’orizzonte, io ti parlo e tu resti muta, aspetti il ritornar dell’emigrante.
Quante promesse e giuramenti progetti per l’avvenire e la vecchiaia, gli anni allora erano meno di venti e la vita era molto dura alla risaia.
Lui partì per nuovi continenti pieno di volontà e di speranze da quel giorno la sua voce non senti sola, ti affiorano vecchie rimembranze.
Divina Musa, dolce sirena per il tuo dolore non ci sono unguenti, guarda in cielo e se la luna è piena confidagli i tuoi tristi momenti.
Dolce sirena, tu musa divina ascolta il mormorio dei venti, quella voce che non ti è più vicina, è stata affidata agli elementi.
di: Vito Bologna |
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