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Poesie di Evidda
CICLOTIMIA:(9)
37/ Il canto del motore e il sillabario indecifrabile
di insegne al neon e le sigarette sul cruscotto e il
finestrino aperto e la brezza in faccia che è una
ruvida carezza che ti fa sentire vivo.
38/ Se vado fuori
vedo solo scheletri
che camminano e ridono
invece che uomini in carne ed ossa
invece che esseri viventi di nervi e viscere.
39/ Le tue parole nella mia mente
risuonano distanti, trasportate da
un'eco smorzata. E non c'è un alibi
e nemmeno colpa. La tua fortezza
è inespugnabile. Non sono né vittima,
né carnefice. Tutto è accaduto
involontariamente,
inconsapevolmente.
40/ Tra l'etica e l'estetica
scelgo di ascoltare la radio di notte.
41/ Non sono io che scelgo queste parole,
sono queste parole che scelgono me.
Vorrei che questa terra e questo cielo
e questo mare e questo sole fossero
per un attimo la mia terra ed il mio cielo
ed il mio mare ed il mio sole. Non voglio
saper scrivere. Ma vorrei che questo mio
scrivere fosse tutto intriso di me.
Non sono io che scelgo queste parole,
sono queste parole che scelgono me.
42/ Le scie traslucide di lumaca
non sono che tracce labili
tra i prati e le radici aggrovigliolate.
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