Poesie di Evidda

CICLOTIMIA:(11)
  

49/ Tutto questo saliscendi di tornanti,
questa sinusoide di umori altalenanti,
questi picchi repentini ed improvvisi di alti e bassi,
queste vaghe reminiscenze di serenitą.
Ma tutto sommato preferisco il labirinto
del mio mondo al deserto del nulla.
 
50/ io non conosco che un solo guado: quello
del ponte alla ferrovia...in questa conca.
in questo entroterra..che trasuda di umiditą
e noi a ridosso dell'Era che si getta in Arno,
e noi a ridosso di questa torbida acqua di affluente,
che vuole sposare e sporcare il mare.
 
51/ La mia purtroppo č una ninfa senza
nicchia che dorme nei cassonetti della spazzatura,
č una musa ostile senza museruola e di tanto
in tanto, si perde ubriaca e fumata nell'alcova.
E inutilmente al tabernacolo del rimorso
si pulisce le suola e poi strafottente chissą
dove si invola. Ah !! La mia musa senza museruola !!!
 

52/ Ma chi l' ha detto che la carnalitą sporca l'anima ?
C'č scritto forse nei Vangeli ? Ma l'Italia č il paese
dei falsi preti e di conseguenza anche dei figli dei preti.
Che la chiesa ci lasci almeno il sonno e l'orgasmo,
a noi che assaporiamo la morte solo nel sonno e nell'orgasmo.
Nel sonno assaporiamo brevemente lo stato, l'immobilitą. Nell'orgasmo assaporiamo la piccola morte, l'atto del morire.
 
53/ Un vecchio barbone non faceva che
sussurrare agli orecchi dei passanti:
" l'universitą della vita č la strada".
Io non sapevo se piangere o ridere
come un matto di fronte a tanta saggezza.
E i passanti noncuranti andavano, andavano,
andavano ...ma verso dove( mi chiedo io) ?


54/ Ma il vento e l'acqua
scavano ancora tra le rocce
con sibili taglienti e radenti gocce.
E rose selvatiche fioriscono ancora
tra aride pietre.