Canto di mestizia
 
Di questo canto
perché altrimenti non si può.
Trasformo e modello
il mio patire
la crudele realtà.
Non più orpelli trasognati
ma immagini plasmate
da mani tremebonde
nel disarmonico flusso
ove la pioggia perpetua scivolò.
solo la ricerca
continua ed incessante
mi appartiene.
E mi lascio possedere
con lascivia di pensiero
da qualche demone
che del mio sangue
prescelse la dimora.
Trascendo l’odore
di questo tempo incerto
che tu hai infangato.
 

di : Veronica Fratter

Rachele Ascanio "Abbraccio"