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AD UNA REGINA
Finì l’estate, finì l’amore
e l’autunno che le foglie culla,
portò un triste suono nel suo cuore,
con il ricordo della sua fanciulla.
Dolce fanciulla dal nome d’uno fiore
un fiore dal cuore giallo, Margherita,
agosto la portò via con tanto dolore,
perché con lei rapì pure la sua vita.
La sua vita si è portata via
quel mese tanto bello,
e quella donna della gelosia,
la portò con se, nel suo castello.
Un castello? Lei una regina?
gli si spezza il cuore, solo a pensare,
ma come dire a quella divina
che l’ama tanto e non la sa scordare.
Scordar non potrà mai il suo viso,
quegli occhi belli e
le mani da fata,
sulle labbra sempre un sorriso,
per dar gioia e allegria è nata.
E’ nata per dare vita ai sogni
di tanti uomini,
belli e brutti,
ricchi cavalieri e poveri zampognari,
che ogni dì portano i loro frutti.
Frutti son questi per la tua bellezza
per la sua pelle
delicata e ambrata,
ma
nel suo cuore c’è tristezza
perché non ride più?
forse ha paura?
Paura che il suo cuore s’innamori
di un contadino oppur
di un trovatello,
paura che al sorgere
dell’aurora
il suo cuore batta
quando arriva quello ?
Quello si,
l'ama, ma di nascosto,
perché sa già che non può esser sua,
ed ogni sera tornando a casa,
versa lacrime sull’immagine sua.
Sua è l’immagine che porta con sé,
lei è la donna che non scorderà più
lei che la sua vita portò con sé,
lei, che si è presa la sua gioventù.
di:
Vito Bologna |