A mio padre

 

Lo sguardo teso agli altri

con la giusta ambizione

d’essere ricordato.

 

Le parole ripetute e dimenticate

in concetti semplici ma radicati

senza più inibizioni dialogati.

 

La voce che con sensibile emozione

da virile si vela di profonda dolcezza

nel sentire comune di sentimenti.

 

Un sorriso ancora bambino

nonostante le cicatrici del tempo

e l’orrore giovanile della guerra.

 

Il pensiero ai fratelli lontani,

come lui, di vissuta emigrazione

in terre cugine e lontane.

  

Il lento trascorrere del tempo ricordato,

così veloce, da sembrare eterno,

una vita in un palmo e un soffio di vento.

 

Alcide Sartori    marzo 2005