La Prospettiva - Alcolore

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La PROSPETTIVA

La rappresentazione prospettica

Dal 1400, gli artisti sentirono sempre di più l'esigenza di riprodurre in modo realistico lo spazio in cui ambientare i personaggi e gli avvenimenti raccontati.
Grazie alla rappresentazione prospettica, che crea l'illusione della profondità spaziale, riuscirono a porre le immagini in relazione l'una con l'altra e secondo le loro giuste proporzioni.

La prospettiva lineare

La prospettiva è un sistema di regole che consente di rappresentare, su una superficie piana, un'immagine tridimensionale, suggerendo così la sensazione illusoria della profondità spaziale.
Le teorie prospettiche si basano sulla percezione visiva che abbiamo dello spazio. Se ne ha una prova osservando questa scacchiera: se si disponi verticalmente davanti agli occhi si vede che la sua superficie è suddivisa regolarmente in tanti quadrati, alternativamente bianchi e neri, tutti della stessa grandezza.
La scacchiera sembra, però, molto diversa se si appoggia orizzontalmente su un piano: innanzi tutto è evidente che i quadrati non appaiono più come tali, ma un po' deformati e che le loro dimensioni variano diminuendo gradualmente. Anche l'altezza dei pezzi sembra cambiare a seconda della posizione che essi hanno rispetto all'osservatore: quelli in primo piano appaiono più grandi di quelli lontani. Inoltre le linee che formano il reticolo della scacchiera sembrano convergere in un punto, mentre noi sappiamo che nella realtà sono parallele. Lo spazio tra le linee orizzontali si riduce progressivamente, creando l'effetto di scorcio.
La proiezione frontale (fig. A) ti mostra la scacchiera come è nella realtà: i quadrati che la compongono hanno tutti le stesi dimensioni.
La visione prospettica (fig. B), invece, deforma l'aspetto dei quadrati, alterandone anche le dimensioni. Confronta il quadrato e il pezzo degli scacchi in primo piano con quelli dell'ultima fila e osserva come variano le loro proporzioni in relazione alla posizione. In quale delle due visioni (frontale e prospettica) percepisci l'idea della profondità e della lontananza? 
 
 
Prospettiva centrale

Riprodurre un oggetto o un ambiente in prospettiva è un po' come osservarlo attraverso una finestra posta tra te e il soggetto e disegnare sul vetro ciò che vedi in trasparenza.
Quando l'oggetto che guardi è posto in modo da avere un lato parallelo a te lo vedi in prospettiva centrale, proprio come la scacchiera. Analizzando ancora l'esempio della scacchiera individuiamo gli elementi utilizzati per riprodurre l'oggetto secondo questa visione prospettica. Come si vede, alcune linee del reticolo appaiono orizzontali, mentre quelle che seguono la direzione dello sguardo dell' osservatore sono oblique e convergono tutte in un unico punto detto punto di fuga (P.F.). Esso coincide con il punto di vista (P.Y.), che corrisponde alla posizione degli occhi di chi guarda; l'immagine prospettica cambia a seconda che la si osservi da una posizione centrale o da una più angolata lateralmente. Il punto di fuga si trova sulla linea d'orizzonte (L.O.), una linea immaginaria orizzontale che passa all'altezza dell'occhio dell'osservatore; essa indica, quindi, da quale altezza stiamo guardando. 
Punti di vista

La posizione che si assume quando si osserva uno spazio aperto o quello chiuso di una stanza ne condiziona la percezione; un ambiente appare un po' diverso a seconda di dove ci si poni per guardarlo. 
In questi disegni è stato variato solo il punto di vista; si osservi come cambia la veduta prospettica in relazione alla posizione dell' osservatore. La scelta del punto di vista assume grande importanza nella rappresentazione di una scena, sia in pittura, sia nel cinema e nella fotografia.
Una stanza in prospettiva centrale

Prova a disegnare una stanza secondo il punto di osservazione scelto, seguendo queste indicazioni.
1. Traccia la linea d'orizzonte poco al di sopra o al di sotto della metà del foglio. Fissa il P.F. sulla L.O. (non farlo proprio al centro) per indicare la tua posizione di osservatore (fig. A).
2. Dagli angoli del foglio fai convergere al P.F. quattro diagonali. Per definire la parete di fondo traccia una linea orizzontale compresa tra le due diagonali inferiori (così hai individuato il pavimento); disegna, quindi, due verticali fino a incontrare le due diagonali superiori e unisci con una linea orizzontale. Il rettangolo della parete frontale appare più grande se la stanza è poco profonda, più piccolo se aumenta la profondità dello spazio (fig. B).
3. Ora disegna le piastrelle del pavimento: dividi in parti uguali il lato inferiore del foglio e congiungi ogni punto con il P.F., tracciando le linee oblique solo nello spazio del pavimento. Unisci due angoli opposti del pavimento con una diagonale che interseca tutte le linee oblique. Per ogni punto di intersezione traccia una linea orizzontale larga quanto il pavimento. In questo modo hai disegnato la lunghezza delle piastrelle; nota come queste si accorciano via via che si allontanano da te (fig. C).
Ora completa la stanza aggiungendo l'arredamento; ogni elemento disegnato deve essere proporzionato alle misure dell'ambiente.
Ricordati che:
- Le altezze degli oggetti sono sempre linee verticali, parallele agli spigoli delle pareti;
- Le larghezze sono definite con linee orizzontali, parallele alla L.O.;
- I lati degli oggetti, paralleli alle pareti che appaiono deformate perché orientate in profondità, sono definiti con linee oblique convergenti al P.Y. 
La prospettiva angolare o accidentale

Si può guardare un oggetto non da una posizione frontale, come avviene nella prospettiva centrale, ma da una angolare. Confronta le scacchiere disegnate: la prima è disposta in modo da avere una faccia parallela al punto di vista, mentre nell’altra di fronte un suo spigolo.

I lati, anziché convergere in un unico punto, sembrano ora dirigersi verso due distinti punti di fuga e pertanto appaiono tutti deformati. Questa visione prospettica si definisce angolare o accidentale, e rispetto a quella centrale, usata dagli artisti del Rinascimento, risulta meno fissa. 
Altre prospettive

Lo scorcio: la posizione ravvicinata dell'osservatore o l'angolazione del suo punto di vista possono produrre delle distorsioni dell'immagine, questa viene chiamata scorcio. Questo effetto prospettico si ottiene guardando dal basso verso l'alto e viceversa.
Prospettiva a volo d'uccello: lo spazio à osservato dall'alto; la linea dell'orizzonte si trova al di sopra dell'oggetto rappresentato. La visione è panoramica e permette di accogliere una porzione molto ampia di spazio.
Lo spazio illusorio

Nel 1500 si diffuse l'uso di decorare le ampie pareti, all'interno dei palazzi, con pitture prospettiche e scorci architettonici che avevano la funzione di moltiplicare illusionisticamente lo spazio reale degli ambienti. Questo genere decorativo, che si ispira alle pitture parietali delle ville dell'antica Roma, è chiamato Quadraturismo; esso ebbe un notevole sviluppo nel Seicento perché ben rispondeva all'esigenza della pittura barocca di creare fantasiosi effetti scenografici. Un esempio è questa grande sala della Villa Farnesina a Roma, chiamata, proprio per le sue decorazioni, Salone delle prospettive. Lo spazio illusorio, ossia quello del loggiato dipinto, oltre il quale si intravede il panorama di un paesaggio cittadino del Cinquecento, anch'esso immaginario, sembra sfondare lo spazio architettonico reale, delimitato dalle pareti della stanza. Grazie all'effetto scenografico queste perdono la loro consistenza materiale, provocando l'ingannevole
sensazione di ampliamento della sala (trompe l'oeil)(inganna l'occhio).
Occorre osservare l'ambiente da una posizione diagonale per vedere la prospettiva del pavimento proseguire illusoriamente nel porticato (fig. A); variando il punto di vista, le linee oblique cambiano di inclinazione, senza tuttavia annullare l'effetto di profondità (fig. B).

Salone delle prospettive di Baldassarre Peruzzi, affresco 1517 - 1518 - Villa Farnesina - Roma.
 
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