La Luce e l'Ombra - Alcolore

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La luce e l'ombra

L'elemento essenziale per gli esseri viventi è la luce, che permette di vedere e riconoscere l'ambiente. I volumi, la loro posizione nello spazio, i colori e le ombre degli oggetti, sono percepibili grazie alla luce. E' quindi fondamentale per gli artisti che sapendo usare bene la luce e le ombre riescono a dare impronte espressive al rappresentato. L'artista Claude Monet ad esempio, dipinge il portale della cattedrale di Rouen nella stessa inquadratura per più volte, sottolineando solamente l'effetto che la luce produce in varie fasce orarie. La luce solare cambia la percezione dell'ambiente secondo l'inclinazione dell'asse terrestre, basti pensare alle stagioni e alle situazioni meteorologiche. Un luogo può essere percepito in modo diverso a secondo di come è illuminato (basti pensare agli effetti teatrali o cinematografici) Poi non dimentichiamo le varie fonti della luce, quelle artificiali, dalle candele alle svariate lampade fino ai led, queste emettono luce il cui colore può variare dal giallo al bianco. La luce solare in realtà è bianca, ma può assumere diverse colorazioni, dovute ad interazioni con i gas atmosferici e le polveri. L'ombra prodotta da una fonte artificiale è fissa, mentre quella naturale è soggetta al variare dell'inclinazione del sole dovuta alla rotazione terrestre.








Claude Monet,
la cattedrale di Rouen in diverse atmosfere di luce
Il fenomeno che accompagna sempre la luce è l'ombra. Infatti tutte le volte che i raggi luminosi colpiscono un oggetto opaco, questo, non lasciando attraversare i raggi, genera una zona scura. L'ombra che viene a formarsi sull'oggetto è detta ombra propria, e segue i contorni del volume sul quale si è prodotta, mentre l'ombra che l'oggetto proietta sulle superfici circostanti viene detta ombra portata. Il passaggio più o meno graduale dalla luce all'ombra viene chiamato chiaroscuro, questo ci permette di percepire i volumi dei corpi, la loro profondità tridimensionale definendo così i vari piani spaziali. Si possono ottenere differenti effetti chiaroscurali utilizzando fonti, angolazioni e diverse intensità luminose, in quanto variano la forma e la lunghezza delle ombre, il contrasto con le parti illuminate, modificando così la percezione dell'oggetto.
Il variare delle ombre sono ben percepite quando osserviamo una meridiana, l'ombra proiettata o portata varia la sua lunghezza a secondo della inclinazione dei raggi solari, più lunghe al mattino e sera, più corte a mezzogiorno.

Il chiaroscuro ci permetti di percepire la tridimensionalità mettendo in evidenza la forma dell'oggetto colpito dalla luce. Nella pittura sono state sperimentati vari modi di rappresentare il chiaroscuro. Il Giorgione, ad esempio utilizza il chiaroscuro tonale che consiste nell'uso del colore che costruisce il volume dell'immagine grazie all'accostamento di tonalità chiare e scure che variano in relazione all'intensità della luce.
Il chiaroscuro sfumato è il passaggio graduale dalla luce all'ombra che modella delicatamente le forme, questo modo è stato inventato e utilizzato da Leonardo da Vinci.
Maurits Cornelis Escher ad esempio usa il chiaroscuro a macchia, dove la separazione tra zone chiare e scure sono nette, determinando un effetto molto contrastato e un volume appiattito. Il chiaroscuro a colori utilizzato ad esempio da Gabriele Heid, è ottenuto accostando carte di colori differenti in modo da creare una scala di valori tonali. Le varie zone sono ben delineate producendo un passaggio netto da una gradazione all'altra, nonostante venga dato movimento all'immagine, ne rende piatto il volume.
 
 
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