Katinka Borsanyi - Alcolore

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Le tue poesie
Le poesie di KATINKA BORSANYI
SUL TUO VOLTO BIANCO

Mentre
sul tuo volto bianco
si rincorrevano
purpuree rose di febbre
sulla soglia
della tua porta
ho messo un mazzo
di note e di parole
che ti cullassero
in sogni rinfrescanti.

di: Katinka Borsányi

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NON LE MIE LABBRA

Non le mie labbra ti do,
ma voci di speranza,
anziché baci profondi,
t’innesto morbide parole.

Non i miei seni ti do,
ma il sorriso del cuore,
profondo pozzo vivente,
sede di letizia perfetta.

Non i miei fianchi ti do,
ma il grembo materno,
tuo rifugio accogliente
adesso e per sempre.

di: Katinka Borsányi

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MAGNOLIA

Magnolia solenne:
festosi fiocchi di burro
addobbano l’albero
appena svegliato,
corona carica
di gloria effimera.

Magnolia fiorente
che cingi la strada,
mi inviti a fare
una dolce retromarcia,
perché mi fermi da te;
quest’anno fiorisci per me.

Magnolia bramosa,
chioma dolente di desiderio,
prendo dimora
tra i tuoi petali grandi,
lenzuola fresche
del letto nuziale.

Magnolia nobile,
i tuoi fiori bianchi
m’innestano la voce
per poi nuotare nell’aria,
si perderanno
come melodie nell’etere.

di: Katinka Borsányi

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TEATRO VUOTO

Teatro vuoto
altare spoglio
fascino d’ombra
silenzio di chiesa

platea muta
sala in attesa
fiato sospeso
luci soffuse

palcoscenico
deserto e nudo
tappeto rosso
piano al muro.

Uomo e donna
artisti entrambi
assaporano
la legge eterna

corpi curvati
cuori cullati
nel ventre arcano
del fato sapiente

baci di fuoco
carne accesa
suoni d’amore…
…gioia frenata.

Amaro in bocca
occhi bagnati
sipario scuro
croce nascosta.

di: Katinka Borsányi

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SEI ENTRATO

Sei entrato
nella mia piccola stanza
imbottita di ombre bizzarre,
dalla terrazza
s’infiltra un notturno di Chopin
impregnato dell’odore della terra
che parla di primavera.

Ti sei immerso
nei miei occhi,
sole bagnato di luna,
due finestre spalancate,
specchi azzurri e profondi
mi chiamano a vita.

Sotto i delicati movimenti
delle tue dita
che giocano
tra le mie ciocche ribelli
si sprigiona il brusio variopinto
dell’infanzia
perduta e recuperata.

L’aria tiepida entra
nella nostra piccola stanza,
sposta i ricordi
e i fogli sulla scrivania,
versi dimenticati cadono
sul tappeto,
speranze nuove
si siedono
nelle pieghe della tenda fine.

di: Katinka Borsányi

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CREAZIONE

Tanti i sentimenti nudi
accumulati
sulla punta della lingua
in attesa di 
una vestaglia di parole
sentirsi staccare
il cordone ombelicale
poter lasciare il grembo
avere una vita autonoma
rivestita
del potere verbale
e della libertà creativa.

di: Katinka Borsányi

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I TUOI OCCHI

Due profondi laghi
pieni di riflessi giocondi
nutriti da stelle antiche
ballerine allegre
di un sacro girotondo

Brillantini caldi
scivolano spensierati
dai tuoi occhi
tessono un velo birichino
su volti stanchi
sparpagliano generosi
la polvere di gioia
di un Dio ilare.

di: Katinka Borsányi

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BATTESIMO QUOTIDIANO

Gocce di rugiada sedute
sui raggi tiepidi del sole
di maggio,
cariche del ricordo dell’amore
eterno che le ha chiamate a vita,
battezzano ogni pianta
con un fresco bacio.

I brividi del mattino
mi scuotono il corpo,
mi allungo verso la morbida luce,
gli apro il cuore assonnato
e lascio che sulle labbra
scenda silenziosa una stilla
dissetante dello spirito divino.

di: Katinka Borsányi

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FECONDITA'

Le tue parole cadono
nel mio grembo
pioggia che feconda la terra
petali vergini di un fiore assetato
lascio che tu agisca in me.

Calice profondo di rosa e margherita
custodisce raccoglie il desiderio
di esser trasformata e da te riempita.

Corde orfane del violino
aspettano impazienti l’archetto
si tendono inarcate si offrono
pronte a partorire melodie generose
sotto il tocco penetrante
del Signore.

di: Katinka Borsányi

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GIOIA

Candido velo
di sposa
discreto
nasconde
miserie dolenti
riempie
ferite profonde
naturale
come la morte
che si libra
sopra
ogni essere vivente

linfa soave
nei segreti canali
dell’albero
tenero midollo
che dà vita all’osso
sale nella minestra
lievito della terra
suona sugli archi
dell’arcobaleno
svolazza vivace
sulle pozzanghere
e vi lascia in mezzo
una nota di ebbrezza.

di: Katinka Borsányi

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