Il Punto e la Linea - Alcolore

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Il PUNTO e la LINEA
 
IL PUNTO
L’elemento più piccolo del linguaggio visivo

Il punto, l’elemento più piccolo del linguaggio visivo, nasce dalla traccia che si lascia su una superficie quando vi si appoggia uno strumento.
La sua espressività, ossia la capacità di trasmettere una sensazione, deriva: dallo strumento usato per crearlo (matita, pennello, punteruolo, ecc., dalla forma (pieno, vuoto, sfaldato, ecc., dalle dimensioni, dal colore, dal tipo di superficie su cui lo si traccia e dalla pressione della mano.
Non solo: osservando il cielo stellato delle due figure; esso appare come un insieme di tanti punti luminosi che risplendono nel buio della notte.

Pur essendo entrambe le immagini formate da soli punti, l’impressione che ne ricaviamo è ben diversa; dipende, se i punti sono molto vicini tra loro si ha un effetto di addensamento, cioè una zona visivamente più intensa che attira il nostro sguardo; distanziati si ottieni, al contrario, un effetto di rarefazione.
Paul Signac - La sala da pranzo
olio su tela 1886-1887
Paul Signac è uno dei più rappresntativi pittori del "Puntillisme",
espressione pittorica che applica le scoperte scientifiche della visione.
in questa immagine della tazzina molto ravvicinata si possono vedere i punti prodotti con il pennello
Creare con il punto

Osservando le immagini riprodotte ai lati ci si può renderti conto delle molteplici soluzioni creative che un segno piccolo come il punto consente di sperimentare e dei diversi significati che questo può assumere, all’interno di una composizione, a seconda di come è organizzato nello spazio e dei materiali impiegati per rappresentarlo.

La visione ravvicinata del dipinto di Paul Signac mostra la miriade di punti di colore puro, cioè non mescolato con altri, che il pittore ha disposto molto vicini tra loro, ottenendo un effetto di vibrazione luminosa. E solo guardando il quadro da una certa distanza che i puntini si ricompongono e si amalgamano dando la percezione delle diverse sfumature di colore e delle forme.
La dimensione del punto

L’immagine del volto è composta da numerosi punti allineati, ma se si confrontano le due metà del disegno ci si accorge che la parte sinistra appare più leggibile di quella destra.
Per realizzare questo studio la disegnatrice ha tracciato prima un reticolo di linee perpendicolari e, in corrispondenza della loro intersezione, ha eseguito dei punti: piccoli se la parte è chiara, più grandi se è scura. Aumentando troppo la loro dimensione se ne riduce il numero, rendendo così l’immagine meno dettagliata.





Monika Rinke - Studio
Puntinatura a retino
eseguita a mano
Lucio Fontana - Concetto spaziale, La fine di Dio. Olio, squarci, buchi e graffi su tela, 1963.
Bruxelles, Collezione privata
Lucio Fontana è il fondatore della corrente artistica chiamata "spazialismo", un termine che si riferisce sia a come lo spazio deve essere trattato sulla tela, sia alla realtà dello spazio cosmico così come si rivela attraverso le osservazioni scientifiche. Fontana, pur facendo ricorso a molti differenti tipi di materiali, chiamò molte sue opere con il nome di "Concetto spaziale".


A ritmo di punti

Il pittore Lucio Fontana ha cercato un modo diverso di rappresentare lo spazio. Anziché raffigurarlo in maniera illusoria, dipingendo con i colori, lo ha prodotto forando la tela.
I punti tracciati non sono più segni grafici, ma veri e propri buchi che sembrano andare oltre la superficie del quadro. L’artista varia le dimensioni dei fori e li dispone secondo un percorso che crea un ritmo visivo. 
LA LINEA
La linea è la traiettoria descritta da un punto in movimento: basti pensare alla punta di una penna che si sposta sulla carta senza staccarsi da essa, creando segni continui curvi, retti o misti. Nella realtà non esistono linee pure: esse nascono dal nostro modo di
guardare e analizzare il mondo. La linea è un'immagine della mente
Ecco un esempio di come si può rappresentare con delle semplici linee di contorno una realtà complessa come un gruppo di persone visto dall’alto.
Osservando con attenzione, si può vedere come l’illustratore americano Steinberg astragga dalla forma solida dei corpi figure piatte e lineari molto semplificate, ad esempio, le spalle e la testa della donna isolata al centro, sono trasformate in un incrocio di ovali.
Nella realtà, noi non vediamo immagini di pure linee, ma vediamo superfici, volumi, piani, corpi. Per poter vedere immagini composte di pure linee, come in questo disegno, dobbiamo compiere un’operazione mentale che renda semplici e quasi schematiche le forme complesse della realtà.
La linea come stereotipo

E' possibile che esistano veramente case fatte di sole linee come queste? La bambina che l’ha disegnata ha semplificato ogni cosa e le è bastata una matita per rappresentare il mondo come lo vede o forse come le hanno insegnato a vederlo; ha un’idea di casa che è simile all’idea astratta di casa comune a tutti noi: un quadrato chiuso in alto dal triangolo del tetto, con alcuni rettangoli per le finestre. Ha eseguito, cioè, uno stereotipo. 



Se si osserva inoltre la qualità del segno: è incerto, uniforme, poco espresivo.
L’espressività della linea

A seconda della direzione verso cui si muove la tua mano quando si traccia una linea, questa può essere orizzontale, verticale, obliqua; la diversa disposizione di semplici tracciati lineari è in grado di produrre effetti espressivi.
Un altro elemento che determina l’aspetto di una linea è l’andamento (curvo, rettilineo, spezzato), cioè il modo in cui si articola sulla superficie. L’andamento è la visualizzazione dei movimenti compiuti dallo strumento usato: un movimento uniforme genera, ad esempio, una linea retta, mentre improvvisi cambiamenti di direzione producono linee spezzate. Il suo aspetto dipende inoltre dal tipo di strumento impiegato per tracciarla (matita, pennello, pennino, ecc.), che ne determina lo spessore dalla pressione prodotta dalla mano e anche dalla superficie sulla quale viene tracciata.

Un insieme di linee orizzontali trasmette una sensazione di staticità e di calma (fig. A).

Più linee verticali, al contrario, suggeriscono un effetto di slancio verso l’alto (fig. B).

Quelle oblique appaiono, invece, instabili e dinamiche per via della loro posizione intermedia tra l’orizzontale e il verticale (fig. C). 
La linea nel disegno

Abbiamo visto in che modo le caratteristiche della linea (direzione, andamento, spessore, ecc.) possano influire sul suo aspetto, rendendola così molto espressiva e quindi in grado di descrivere e comunicarci sensazioni e stati d’animo. La linea è certamente un elemento distintivo di molti artisti, talvolta il più significativo e caratterizzante. Confrontando le seguenti opere di Fernand Léger e Pablo Picasso, appare subito evidente come ogni artista abbia interpretato il soggetto raffigurato proprio attraverso l’originalità del segno, ottenendo risultati assai diversi.
La linea nella pittura

Sebbene il colore sia il principale elemento espressivo di un dipinto, anche la linea può assumere un valore importante all’interno della composizione.
Nell’opera di Pablo Picasso, "Nudo femminile con braccia alzate" le lunghe pennellate blu e nere costituiscono e marcano i contorni della figura.
Queste linee spesse, tracciate velocemente, mettono in evidenza l’andamento dinamico della composizione e delimitano le diverse campiture, facendo risaltare i colori. 
La linea nella scultura

Nella scultura l’articolazione delle linee può essere un elemento fondamentale per la definizione dei volumi; queste opere sono alcuni esempi del diverso modo in cui il motivo lineare viene usato per rappresentare la forma. Nell’opera di Calder (fig. A), il filo di metallo definisce, nel suo snodarsi continuo, il contorno stilizzato dell’animale: l’immagine sembra .disegnata, ma acquista, nel contempo, una certa tridimensionalità dovuta alla diversa disposizione nello spazio delle parti che la compongono.

Il complesso andamento delle linee cambia a seconda dei diversi volumi che definisce; esso appare fortemente ondulato e mosso nelle ciocche dei capelli, assai più rigido nelle pieghe del mantello per evidenziarne la consistenza del tessuto nell'opera di Gian Lorenzo Bernini (fig. B). Il suo continuo variare e sovrapporsi genera una forte sensazione di movimento e di mutabilità.
La linea scritta

Anche quando si scrive si disegnano linee, tracciate secondo movimenti controllati, per dare forma a lettere e parole. La scrittura può avere anche un notevole effetto decorativo prodotto dall’elegante andamento lineare usato per disegnare le lettere, come in questa scritta araba che orna la moschea di Omar a Gerusalemme.


 
 
 
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