Gli effetti del cromatismo

I colori della vita

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testo di Carla Caporale

www.evoluzioni.info

da:

giugno 2003

Colori e forme influenzano fortemente il nostro inconscio. Lo dimostra oggi in primis la pubblicità, che si avvale di queste conoscenze per identificare e utilizzare ciò che più riscuote rispondenza emozionale sui possibili acquirenti. Queste tecniche si avvalgono delle conoscenze e degli insegnamenti di antica origine, che oggi la psicologia ci propone in veste moderna.La nostra scienza ha iniziato a identificare le particolarità della luce grazie a Isaac Newton, che, nel 1666, formulò la prima teoria del colore. Fece passare la luce del sole attraverso un prisma che scompose la luce nei sette colori fondamentali: il rosso, l'arancione, il verde, il blu, l'indaco e il violetto (ametista). Nel 1914 Wilhelm Ostwald individuava i colori di base, da cui era possibile produrre tutti gli altri: il rosso, il blu e il giallo. La luce, nei sette colori che la formano , è energia radiante visibile. Essa viaggia nello spazio sotto forma di onde vibratorie, che si diversificano tra loro in base alle lunghezze misurate in ångström (Å), ovvero in centimilionesimi di centimetro.

Il rosso va da 6000 a 6700 Å,

l'arancione da 5900 a 6000 Å,

il giallo da 5800 a 5900 Å,

il verde da 5000 a 5500 Å,

il blu da 4300 a 4600 Å,

il viola da 4300 a 4600 Å.

A differenza delle onde sonore, le onde luminose possono viaggiare nello spazio vuoto, non necessitano dunque di alcun mezzo fisico per manifestarsi.

Gli antichi testi hanno sempre parlato di consonanze, ovvero di come i colori vibrino all'unisono con i nostri chakra.

Riattivare la giusta attività vibratoria dei chakra, attraverso la visualizzazione dei colori corrispondenti, significa risintonizzare i nostri corpi sottili sulla propria onda vibratoria, in armonia con le vibrazioni cosmiche.

La creazione e vibrazione - quindi anche luce - noi siamo creature figlie della luce e la luce, come disse Jean-Marie Gustave Le Clézio, è costantemente all'opera nella creazione.

Infatti, ciò che determina nelle piante il rallentamento del ciclo vegetativo non è tanto l'insorgere del ciclo freddo invernale, bensì la diminuzione della luce diurna.

Anche noi esseri umani, proprio come tutte le creatture, siamo sensibili alla mutazione della luce: "Poiché la luce è la fonte d'energia all'origine dei cambiamenti chimici, sembra logico supporre che, variando le caratteristiche dell'energia luminosa, si modificheranno le trasformazioni chimiche". (Da Health And Light, di J.N.Ott).

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