Villa Caprera sec.IX

 

Villa Caprera sec.IX

 

Parte dalla fine di via S. Pietro e termina a Villarazzo.

La superficie è in totale 25 ettari e la tenuta della villa è di 7 ettari. I proprietari erano i Serena e il barone Enzo D’Ayala Valva. Si pensa che il nome Caprera venne dato in ricordo di un generale di Garibaldi, morto proprio in questa villa. Tra la prima e la seconda guerra mondiale è stata usata come base dai tedeschi; in particolare, usufruivano di un pioppo sul quale si poteva salire per mezzo di una scala metallica per controllare il territorio circostante. Durante la seconda guerra mondiale furono adoperate le cantine nelle quali veniva portata la neve in inverno per mantenere le riserve di cibo, acqua, vino. Recentemente sono state ritrovate delle bottiglie di champagne dell’epoca. A villa Caprera sono stati invitati e ospitati molti nobili importanti,  nella rotonda attorniata da alberi.

Recentemente restaurata dal Sig. Santi, che mette a disposizione le sale e il parco per feste di matrimonio e banchetti. 

 

 

Villa Mocenigo

Garzoni-Martini, sec. XV - XVIII

 

 

ricostruzione storica

 

Villa Mocenigo-Garzoni-Martini,sec.XV-XVIII

 

Il suo nome si identifica con la "Villa di Godego",infatti per secoli via Marconi, lungola quale sorge l'importante edificio ricco di storia, si chiamò via Villa. E' un luogo complesso appartenente a varie epoche, dai sec. XV al XVIII, posto ortogonalmente rispetto alla via, ove si affaccia con la parte settecentesca di rappresentanza. L'autore di questa fu l'arch. Francesco Maria Preti che la realizza a metà del '700 attraverso una purezza di linee classicheggianti propria della scuola Ricattiana, che lascia tuttavia trasparire l'eleganza capricciosa dell'architettura veneziana del tempo: forse qui l'intento della "Media Armonica" è stato raggiunto davvero perchè il linguaggio architettonico è musicale. Particolarmente grazioso l'oratorio della Villa, che ripete in tono minore la facciata di rappresentanza: è da considerarsi un gioiello del XVIII sec. Il complesso di questa Villa, tutto circondato da mura, comprende un vasto parco romantico con laghetto.

 

Its name identifies itself with "Villa of Godego". In fact, for many centuries Marconi Street, along which this important and rich in history building lies, has been called Villa Street. It's a long unit belonging to various periods, from XV to XVIII ceturies, and it is at right angles to the Street, to which it shows the most representative part, dating back to the seventeenth century. Its author was the architect Francesco Maria Preti, who realized it in the middle of ' 700 using a classicizing pureness of lines  that is typical of the Ricattiana school and that, however, lets the whimsical elegance of the Venetian architecture of the time be revealed: it may be said that the goal of the "Media Armonica" has really been reached, since the architectonic language is musical, too. Particularly pretty is the oratory of the Villa, which repeats, to a smaller extent, the great representational front: it can be considered a XVIII-century jewel. The plant of this Villa, all surrounded by walls, includes a huge romantic park with a small lake.

 

 

Villa Cá Leoncino sec. XVIII

 

Villa Cá Leoncino sec.XVIII

  

La villa si presenta con elegante corpo centrale rialzato ed è ornato da due poggioli con colonnine in pietra. La sua facciata con timpano templare ricorda quella del Santuario della Madonna della Crocetta, anche per il richiamo di alcuni aspetti decorativi. Tra i proprietari di Ca’ Leoncino nel sec. XVIII si notano i Da Lezze sono coloro che diedero l'attuale aspetto della villa. Proprietaria della villa fu anche la famiglia Moresco, verso la fine dell'1800 e la prima metà del 1900 che ben custodì l’antica dimora. Ora la villa è della famiglia Marchiorello.

Il suo boschetto, vasto 2 ettari, è ben curato, presenta varie specie di pinte tra le quali troviamo il leccio, l'abete bianco e quello rosso, il pino marittimo, la magnolia, il pioppo bianco, il tasso, l'acero campestre, il cedro, l'ippocastano, la quercia, il tiglio e la canna palustre. Tutto questo circonda il laghetto alimentato per mezzo del torrente Brenton che gli passa vicino. In esso nuotano trote e altri tipi di pesce, anatre, cigni, oche, mentre nel boschetto si trovano moscardini, qualche esemplare di volpe e di ghiro, poi barbagianni, civette, cardellini, passeri, fringuelli, ricci, rane.

Questo boschetto quindi non ha solo valore estetico, ma anche naturalistico, da conservare gelosamente. 

 

 

Villa Priuli sec. XVI

 

 

Villa Priuli sec.XVII

 

E' quanto resta di un altro grandioso complesso di villa-castello, che si estendeva lungo la via fino alla piazza del Comune. In origine apparteneva ai Mocenigo, poi per erdità ai priuli, quindi ai Contarini, Querini e Garzoni. Importante edificio già foresteria di detta villa (il cui corpo centrale detto "il palazzon", interamente affrescato da Paolo Piazza, fu abbattuto verso la metà del '700), ha tre facciate: due sulle vie principali cui si affaccia e una sul cortile d'onore, ornate da tre poggioli barocchi in pietra. Dalle tre grandi porte si accede all'originale salone a "T" del piano rialzato, esso è affrescato nelle sovraporte e sottofinestre con pitture (A.D. 1695). Anche questa Villa fino al 1974 avava il suo importante intorno quadrangolare di edifici minori e una mura di cinta: si ricorda una barchessa affrescata del '500 e un forno del '400. Ora è sede della Biblioteca Comunale e del Centro Culturale.

 

It represents the remains of another big unit of villa-castle, which extended itself along the street up to the Town-hall square. Originally it belonged to the Mocenigo family, then to Priuli and at last to Contarini, Querini and Garzoni. It is an important building which used to be guest-quarters of the biggest villa (whose central part -the so called "palazzon"- , frescoed by Paolo Piazza, was demolished about the middle of ' 700). It has three fronts: two on the main streets and one on the greatest courtyard. They are decorated with three Baroque stone  balconies. Through the three big doors you can go into the original T-shaped room, which is on the mezzanine floor. This room has frescoes over the doors and under the windows (A.D. 1695). Up to 1974 this villa had smaller buildings and boundary walls around it: people remember a frescoed "barchessa"  of ' 500 and an oven of ' 400.  

 

 

Cá Zorzi 

sec. XV - XVI- XVII - XVIII - XIX

 

  

ricostruzione storica

 

Cá Zorzi sec.XV-XVI-XVII-XVIII-XIX

 

Al n°. civ. 10 di via Roma, già via Règia, si trova Cá Zorzi ora Beltrame sorta su fondazioni medioevali e quattrocentesche: grande costruzione con parte padronale, barchessa e barchi di varie epoche. La parte centrale si orna di un bel poggiolo cinquecentesco in pitra, fori ovali alla soffitta e altri più antichi architravati, bel cornicione a dentelli del '600; all'interno del piano nobile presenta un ciclo di originali affreschi sovrapporta e sottofinestra tratti da antiche silografie che illustrano l'"Hypnerotomachia Poliphili", famoso poema d'amore del '400 di Francesco Colonna. Segue la notevole barchessa del sec. XVIII a duplice fila di archi sovrapposti e intercalati da lesene tuscaniche, attribuita a F. Maria Preti: Adibita a filanda nel 1800, fu il primo opificio della zona per la coltura dei bachi e la filatura della seta. Fino al 1840 ebbe un oratorio privato, ricordato in documenti antichi come chiesa del castello, antecedente a S. Maria Nascente. Davanti si estende il giardino con vecchie essenze e statue originali in pietra di Costozza. Sul retro si nota un lungo caratteristico viale di pioppi, che figura nel catasto napoleonico, già ingresso principale alla Villa, che infatti ha due facciate.

 

Cà Zorzi, now called Beltrame, is at n° 10  of Via Roma, once Via Regia. It is built on Medieval and fifteenth-century foundations and it is a big building with a main house, "barchessa" and "barchi" of different periods. The central part has  a nice stone balcony of the fifteenth century, oval holes on the ceiling, other ancient holes with architraves and a beautiful dentil cornice of ' 600; on the "piano nobile" there is a cycle of original frescoes over the door and under the window, taken from old xylographies illustrating the "Hypnerotomachia Poliphili", a famous love poem of ' 400 by Francesco Colonna. There is also a gorgeous "barchessa" of XVIII century, with a double line of arches, one on the other and intercalated with Tuscan pilaster strips, ascribed to F.Maria Preti. Used as a spinning-mill, it was the first workshop of the zone for the rearing of silkworm and the silk spinning. Up to 1840 it had a private oratory, remembered in ancient documents as the castle church, preceeding S. Maria Nascente. A garden streches in front of it. It has old essences and original statues of Costozza stone. On the back there is a long and characteristic avenue of poplars, present in the Napoleonic land register. This avenue was the main entrance to the Villa, which, in fact, has two fronts. 

 

 

Villa Negri  sec. XVII

 

 

Villa Negri  sec.XVII

 

La villa Negri è stata costruita nel XVII secolo e per essere utilizzata in agricoltura. E' costituita da un corpo centrale dove risiedeva il padrone e da cui si aprono due ali che erano utilizzate come stalle e come ricoveri per gli attrezzi; all'estremità di questi si aprono le colombaie. Sotto i portici veniva anche essiccato il grano per poi venderlo. Oggi, il valore è notevolmente aumentato perchè è stata restaurata rispettando i suggerimenti delle Belle Arti. Questa villa è sempre stata della famiglia Bolzon, ma da alcuni anni è proprietà del signor Vecchiato, di Castelfranco Veneto. Il giardino di 5000 m² comprende due campi da tennis, una piscina, una fontana e un' esigua zona boschiva.

   

 

Barchessa Mocenigo sec. XVI

 

Barchessa Mocenigo - secolo.XVI

 

E' uno degli edifici appartenenti al complesso della famosa Villa Priuli. Nel 1730 fu acquistata da Pietro Garzoni insieme a gran parte di detta Villa. Si estendeva in lunghezza tre volte più dell'attuale, poi per vetustà la maggior parte è crollata in vari momenti. Il sottotetto era un vasto granaio per la raccolta dei cereali; era affrescato con fascia sottotrave a motivi di festoni di prodotti campestri e stemmi Mocenigo. Al pianoterra, dove di recente furono scoperti altri importanti affreschi, abitava il mansionario dell'oratorio Garzoni. Tra i vari usi si ricorda che verso la fine dell'800 ospitava la prima scuola d'infanzia tenuta da maestra privata, Sig.na Caterina Troietto. Ora dopo un primo restauro, ospita una scuola di  artigianato artistico e di restauro, sale espositive e di convegni.