Carlo Bramanti - Alcolore

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Racconti
Vecchio , malvagio Re

di: Carlo Bramanti


C'era una volta un Vecchio ,malvagio Re ...

Non vola una mosca.
Mio Padre comincia a raccontare ed io mi sforzo di resistere al sonno.
Amo la sua voce quando racconta favole.
Il vecchio Re non riusciva a tollerare le vie di mezzo, una giornata tra la pioggia e il sole; non riusciva a sopportare un'esistenza tra la vita e la morte.
Il suo unico, giovane figlio giaceva su un letto, immobile, con gli occhi sbarrati e a niente erano servite le cure dei più grandi medici dell'Immenso Regno.
Il ragazzo aveva all'improvviso perso i sensi e non si era più risvegliato.
"Svegliati maledetto ...tu devi essere il futuro re ! "- urlava ogni notte il vecchio al figlio immobile.
"Te lo ordino ! "
Un angelo, una notte, apparve agli occhi del vecchio.
Aveva piccole ali bianche, un corpo trasparente e il volto del figlio immobile.
Mio padre tossisce forte ed io non posso immaginare che quello sarà l'inizio del nostro dolore.
Guardo l'orologio sulla parete, ma per la seconda volta si è fermato .
"Tuo figlio è morto perché gli hai impedito di coronare il suo sogno d'amore ....Io posso fare il miracolo ma tu poi devi lasciarlo andare con la ragazza che egli ama ....non importa sia solo un'ancella ...."
L'angelo parlava e le sue gambe tremavano .
"Vattene, mio figlio non sposerà mai una serva ! "
Mentre l'angelo abbassava la testa, una lacrima solitaria solcò il viso inespressivo del ragazzo e cadde sulla mano del sovrano ormai macchiata dal tempo .
Il sovrano corse a prendere l'ancella e la fece inginocchiare dinanzi al corpo immobile del giovane :
"E' questa la serva che ti vuoi maritare ? Mai fin quando sarò vivo !"
Così dicendo il re colpì alla testa la ragazza con il suo scettro .
Ella cadde a terra e gli occhi sbarrati del ragazzo si chiusero .
Lentamente, accanto all'angelo, apparvero due corpi, anch'essi trasparenti, che si tenevano per mano. Il Vecchio, malvagio Re li riconobbe e di fronte alla trasparenza di un amore puro si inginocchiò.

La favola è finita.
Mio padre si sdraia accanto a me e chiude gli occhi.
Sento che è stanco.
Dalla finestra coi vetri rotti riesco ancora a vedere la Luna in tutto il suo splendore. 

 
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