Callarà - Alcolore

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Le tue poesie
Le poesie di CALLARA'
ADRIATICO

Schizzi sapidi
spruzzano sul viso.

L’onda batte sul corpo,
mi tuffo entro di te
da sembrar d’integrarmi
con te, mio mare.

Son tornato da lungi
per nuotar nell’acque,
rimembrar i tempi verdi.

Ti sorseggio, t’assaporo.
or sei il mio mare
dei tempi d’oro.

di: Callarà 27/08/04

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GUERRA

Nel giorno grigio
senza sole
erro nel niente
fra bagliori.

La morte aleggia
nell’aer bruno,
in mar di vampe
fiamme e fumo.

Lacrima l’anima
piange il cuore.
Sogno il sole
e il tuo amore.

di: Callarà 13/06/03

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MAI VISTO

Mai visto un ateo
nel campo di battaglia
ove serpeggia la Morte
fra fumo e l’aer bruno.

Mai visto un viso
che sfiora un sorriso
nel campo di guerra
ove sangue bagna terra.

La Falce della Morte
ho visto, cangiar sorte
nell’ultimo silenzio.

di: Callarà 10/06/03

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SORRISO

L’onda si spegne
sulla battigia.
Il mar turchese
s’attacca alla volta bigia.

Fra l’onde spumose
delfini danzano.
Falci di luce
sferzano nel mare.

Sorge docile la sera,
il dolce sorriso appare
sulla tua faccia sincera .

Sorriso del cuore,
dichiara l’amore,
dice mille parole.

di: Callarà 06/05/03

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LA LUCE DEL TUO VISO

La luce del tuo viso
accende il sorriso
infiamma anima e core

qual sol che cade
pria della notte
dal ciel scarlatto
trafitto dall’iride della vita.

Lo sguardo sguizzante
qual lo schiocco di una frusta,

gli occhi brillanti
qual un baleno
nel vento del tempo

che spazza gli anni
fuorche`
la luce del tuo viso

di: Callarà 09/06/05

HE LIGHT OF YOUR FACE

The light of your face
sparks the smile
that inflames soul and heart

like , before night,
the falling sun
from a scarlet sky
transfixed by the rainbow of life.

The slipping glance
like the crack of a whip

the brilliant eyes
like a flash
in the wind of time

that sweeps away years
except
the light of your face.

by: Callarà

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LAURA AD VITAM AETERNAM

Due cigni vedo dalla finestra
che scivolan nell’acqua fresca,
bianchi, belli. Con gli occhi mesti
che il grigio bel piccino
hanno perso là vicino.

Penso a te mia bambina
e ti mando sta letterina.

La vita ancor in fiore
seco volle il Signore.
Possa il divino vento
baciarti ogni momento.

Volar con le celeste ali
sin usar le gambe e sali
appresso il Sacro Seggio.
Odo ancor il tuo echeggio.

La Falce fa l’erba uguale,
l’amor è quel che vale.

di: Callarà
Sin usar le gambe = La distrofia muscolare
impedi` l’uso delle gambe negli ultimi tempi.
La Falce fa l’erba uguale =La Falce della
morte equalizza tutti.

LAURA AD VITAM AETERNAM

Two swans I see by my window,
who both glide on limpid waters;
immaculate white, mournful eyes;
grief of grey shrouds shriven ,dear child.

I think of you in remembrance,
to tell you I am comforted.

In the flowering of your life,
winds of heaven bore you from me;
may that unkind wind ,now divine,
kiss you on your marbled brow.

Rise, rise on celestial wings,
free of stiffened limbs and braces,
Sit at the foot of the Sacred Throne;
I hear the echo of your prayer.

The scythe levels remorsefully,
our love is tall above the gleanings.

by: Callarà

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GRAN SASSO 2 C /GRANDE

Su, nel Corno Grande
che racchiude il Calderone,
lo sguardo infinito
di monti e lande
d’Abruzzo, s’allunga
su mille guglie.

Panoramico orizzonte
s’affaccia possente
con verdi boscaglie
fra due mari
leggendari.

Incantato, li
con la melodia
del vento, così
qual una balia
di semplicità
Francescana.

di: Callarà 21/11/04 

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FOLATA

Nell’alito del vento
al tempo del crepuscolo
nella carezza della sera
declina il giorno.

Sul ballo serale
al tocco del Vespro
scorre il vento
dalla collina

scende a valle
per lisciar la sera,
per aliar stormi
di rondini che danzan

nel crepuscolo
d’un ciel infocato
da cirri scarlatti.

di: Callarà®

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CHOPPER

Col rombante “Chopper”
urlando all’ospedaletto
col terrore in petto.

In grigia terra
che m’attornia
con ‘sta Guerra

che mi sbornia
mi da` dolore
nel letto di ferito.

Desir l’amore
della mia gente.

Perche` l’orrore!

di: Callarà 30/08/06
Chopper= tritatutto = nomignolo per elicottero

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CASA PATERNA

La mente a ricordar si posa
alla vecchia mia paterna casa.

Al ritorno seral, dalla finedtra
splendea la luce qual una festa.

Tornar bimbo, contar le stelle del Duomo,
dove la gioa occulta alcun duolo.

Dal balcon, veder il Gran Sasso blu
perdersi, alto, nel cielo lassù

La notte col cielo stellato
ricordo d'averti amato.

Casa della mia gente
chiara sei in mente.

di: Callarà

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LA BELLA PERDUTA

Te n'andasti senza salutare
e senza mai più tornare.
Eri fiera e bella
come una vera stella.

Senza te la vita è dura
quasi come una tortura.
Ora vivo nel passato
ricordando d'averti amato.

Mi lasciasti e non torni più
amatissima gioventù.

di: Callarà

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PULECENELLA

Nepoteme, ‘o pulecenella
Miezz’a via zombe e bballa.
Pe` guagliune è cosa bella
Dint’‘a notte chiena ‘e stelle.

Nepoteme ,’o pulecenella
Se ‘nfarina po`‘a faccella;
E balla pure ‘a tarantella.

L’uocchie chiagne
Ma` vocche rire.
Se ‘nammore ‘a gente,
E rest’a mente
De Calcese ‘o Pulecenella.

di: Callara`®


PULECENELLA

My nephew plays Pulecenella,
On the street gambols and dances;
For the kids, a winsome fella,
In the night,silver stars enhance.

My nephew plays Pulecenella,
He powders his faccia bella,
Trips and dance the tarantella.

Eyes that are only meant to cry,
Mouth with a smiling mimicry.
All amused and in love,
True remenbrance for all;
Calcese' Pulcinella pride !

by: Callara`® 

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TESORO

L'aer tropicale m'ammanta,
fresco, m'accarezza il viso.

Il sole cala al dorato tramonto.
La sabbia qual farina
spicca all'acqua turchina.

La luna pare una barca
che solca nuvole d'argento.

Alla foce del rio guardo il mare
che riflette le luci della città.

La vita è l'unico tesoro che l'uomo ha,
povero e stolto è colui che non lo sa.

di: Callarà ® 11/09/02 

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IL PROFUMO DEL MARE

Il sole nasce
la luce danza
e colora il mare.

Già s'avanzan
augelli marini
nel aer frio.

Sgombran l'ombre
rinasce la vita .

Sento la brezza
marina c'accarezza
col profumo del mare
l'alma prona ad amare .

di: Callarà 26-02-06

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L’ EMIGRANTE

Terra bella pien d’amore
E con pur tanto dolore.

I campi amari lasciammo
Per nuove terre andammo.

Piene di miseria le bisacce
Per specchiar le meste facce.

Lasciammo il signor padrone,
Il bidente divenne piccone.

Vecchi cari, ecco i soldi sudati
Da ‘sto Paese lontano inviati.

Terra fredda pien di tormento,
Mia valle desir ogni momento.

di: Callara`

THE EMIGRANT

O Land of charity.
And, place of pale dolor;

Behind are withered fields,
We hail your black rich soil.

Bundles tell of miseries,
Matching our sad faces.

We left grim masters,
Pitchforks now pickaxes.

Dear souls,count sweated coins,
A land that lured you on.

Cold,so cold,and so bar
Longing for a rued vale.

by: Callarà

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BELTA` DELLA VITA

Qual un leggiadro fanciullo
rincorre una lucciola
al calar della sera

qual il rapido spandere
dell'onda sulla rena
tan bella parea .

Tal è la beltà della vita.
Son le piccole cose
che tinge il mondo di rose.

L'amore, la gioia si posan
in una valle infiorita.

di: Callarà 27-01-06. 

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PECORAIO ABRUZZESE

Calan i nomadi pastori
Giù per tratturi tortuosi,

Lasciando seco di caciaia odori
tra castagni e pini spinosi.

Chi a piedi con lunghi bastoni,
Chi a cavallo coi frustoni.

Alti, qual i picchi dei loro monti,
qual l’acqua gelida delle fonti.

Guidano il gregge, guardano ai cani,
a meridione e ai lontani piani.

di: Callara`
Tratturi: strade montuose assegnate al passaggio dei greggi.
Caciaia : contenitore( O forma, da cui “formaggio”)
dove si mette il coagulo latteo che diventa cacio.

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ABBRACCIO D’UN BIMBO

Qual un fanciullo
alza le pargolette mani,

a passi incerti, brullo
s’avanza con sguardi vani

che t’illumina il cuore.
Tal è il vero amore.

Se lacrima ti cala sul viso
è risposta al suo sorriso.

di: Callarà

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STELLA MARINA

Bagnata dall'acqua adriatica
Resti stesa sulla rena dorata.

Guardi su al gigante che dorme
proprio dove il sol si nasconde.

L'onda il corpo t'accarezza,
t'avvolge nella marina brezza.

Coperta sei di sola sabbia,
sei libera ma ti senti in gabbia.

Desir teco al caldo lido
"Sharing love" in un nido.

di: Callarà
Gigante che dorme = Gran Sasso D’Italia

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LA MORTE
AI CADUTI DI KOREA

Il corpo d’un soldato congelato
Tra la neve stava interrato.

Ossa e bossoli disseminati
sparsi sulla terra bruciata.

La puzza della morte
si sentiva più forte.

Sul cannone abbandonato
un avvoltoio appollaiato.

La morte presente stava,
con il corvo s’intonava.

di: Callarà

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VAGO NEL SEMPRE NERO
In zona di guerra

Non mi sento in questa foschia
Nel buio non trovo l’uscita, la via.

Padre fammi vedere la Luce
dammi la mano che conduce
teco la mia povera alma.
Dal buio fa che nasce l’alba.

Fammi vivere per chiederTi perdono
vago nel sempre nero, non so dove sono.

di: Callarà

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IL GRIGIO DEL CIELO MUTO

Il grigio del cielo muto
che non da luce, spento,
qual il nulla, nudo,
lassù nel Firmamento.

Il grigio nebuloso del mar
che cieca e far tenebrar
la vista del marinar.

Il grigio della gente
che non ha quasi niente.
Grigio fumo d'esplosione
che porta seco distruzione.

Ma c’è il grigio dell’aurora
Che seco reca il chiarore,
la luce, il calor, il sole.

di: Callarà

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SERBO NEL COR

S’ode il garrir di rondini
che trapuntano il cielo
al morir del giorno
che s’ammanta con velo.

L’opera a casa dà ritorno,
sente pan di casa il profumo
e dei camini l’azzurro fumo
che sfoga nel ciel e dintorno.

S’ode del passero il cinguettio
che aliando s’insacca, brio
nel verde cupo del cipresso.

il ciel di sera s’inbruna.
Spunta, dorata, la Luna.

di: Callarà
A stento ricordo, ma "serbo nel cuor" l'avvicinarsi della sera, qual il principio del riposo, pace. Il contadino con la giacca e il bidente sulle spalle lento s'avanza verso casa. Sente l'odor del pane casereccio,vede il camino fumar e il dolce pensiero di riveder i pargoletti e , con loro, cenare.
Anche il passero s'appresta a rientrare nel suo giaciglio. Si sente nell'aria la calma e, poi ....spunta la luna. La Luna grande e d'oro e ispiratrice di sogni, di cose belle. La Luna degl'innamorati. La Luna che ispira tutti e anche i poeti come (G D) "O falce di luna calante". Poesia raffinata,ricercata, artisticamente perfetta; dove si libera un pensiero quasi morboso pieno di sottintesi.
Callara`
BORGATA

Nella valle di neve ammantata
una borgata parea addormentata.

Avanzai, m’avvicinai sospettoso,
vidi la gente sul bianco manto,

immobili, nell’ultimo riposo.
Pallido, mi rivolsi al cielo

in quel tetro mar di gelo
e caddi, genuflesso, in pianto.

di: Callarà

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PARANZE

Solcan sul mare le paranze
portando seco marine fragranze
e lo stridio dei gabbiani in volo.

Entran nel molo
con vele lente
al dì morente.

S’accosta gente a comprare
pesci e frutti di mare.

Dall’onde s’alza un vento
al ciel d’oro e d’argento

pregno d’alga salata
che profuma la serata.

IL sole cala sulla montagna
indorando ciel, mar e campagna.

di: Callarà
LA PIANA LONTANA

Pecoraio al calar dai monti
bada e governa il gregge.

Sosta all’acqua delle fonti
con verga in man si regge.

L’intenso verde del pino
risalta al ciel turchino.

Il sol luce su bianche nubi
che la brezza montana
spinge a tramontana.

Lascia il suo monte blu,
per Piana lontana, laggiù.

Con l’agnello sulle spalle
guida il gregge a valle.

di: Callarà

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REDUCE

Scheletrico, macilento,
apparir scontento
qual essere alieno
s’affaccia sulla via
per cercar passaggio
o quel che sia,
per ir a casa
e narrar la storia
d’un soldato fiero in gloria,
d’un conflitto perduto,
ritorno in Patria malvoluto.

di: Callarà
Dedicata ai prigionieri italiani dal fronte Russo. Leggere il capitolo “Il bastardo” di “ UN abruzzese in America”

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LU PARTIGGIANE A LA MUNTAGNE

Tire lu vende tra li mundagne
la neve è adde e se sende da lundane
li lupe affamiti che se lagne
pecché nen pò appah à la fame.

li mundanieri sbarre li porte
pecché lu vende tire nbò forte.

Sende fredde e mi treme li mane
suggnanne la staggione che sta lundane.

Nghé nù candone stinghe accucciate
da la neve e lu vende arparate.
Aresce lu sole e cande lu core
de ggioie, di nature e d'ammore.

di: Callarà
1943 e '44 nascosti sulle montagne per evadere ai rastrellamenti e brutalità del tedesco invasore.
Un inverno terribile con molta neve "pesante" che con la guerra aiutò a danneggiare la Regione.

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AMACA

Alla foce del rio d'acque calme,
sull'amaca della barca sdraiato,

sento il profumo del vento iodato
che agita le fronde delle palme.

Guardo il cielo azzurro cupo
sparso da nuvole d'argento.

Un pellicano aleggia verso il mare.
Povero chi vede e non sa guardare.

di: Callarà

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I PINI

Quando a mane s’alza il sole
i pini s’infiammano di colore;

gli aculei, tremando, luciano
nell’aria ancor fresca
Che s’acclima al ciel sereno.

Sul prato verde scintillano
le ultime gocce di rugiada.

Il salice si specchia
sull’acqua verde.

La natura si ridesta
e pare gia una festa.

di: Callarà

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BATTE L’ONDA

Silenzio. ascolta il mare
con l’onda bianca spumosa
ti vuol dire qualcosa,
ti vuol raccontare
una antica storia misteriosa.

Le gesta di prodi navigatori
che, in esso, solcarono;
e nuovo mondo trovarono.
Perenne batte l’onda
e canta storia alla sponda.

di: Callarà

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DESIR FERVENTE

Accucciati nella trincea
con pioggia di fuoco che balena.

Il ciel si spacca e rimbomba,
la terra s’apre qual una tomba

terra imporporata,
brulla, affumicata.

Il viso dei cari
t’appare in mente,
luce un desir fervente.

di: Callarà

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AUTUNNO

I raggi del sol invano
provan scaldar l’aer strano.

Le foglie volano appasite
le rondini son già partite

dalla vigna nuda e bruna
s’alza l’ultimo profumo

e s’allesta a sopire
pel verno a venire.

di: Callarà

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LUNA A BARCA

Luna a barca natante
sulle nubi bianche.
Stelle lucian dal ciel nero
d'un color blu vero.

L'aria d'alghe profumata
sembra carezzar la pelle.
Cullo, in barca ormeggiata
rimembrando le cose belle.

L'acqua corre per bassa marea
qual una notte d'incanto parea.

di: Callarà

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GUERRIERO

Sangue caldo colar
col gelido sudor
sul corpo ansante.

Sin meta vagare
sull’ostile terra
coperta di guerra

palpita il mio cuore,
confuso sin amore;
seco vengo Signore.

di: Callarà

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FAVILLA

Quale un breve
scoppio di favilla
dal ciocco ardente,
tal è vita nel Tempo.

Ma la scintilla del tuo amore
splende eterna, mi dà calore.

Chiudo gli occhi,
vedo il tuo volto
ove sboccia il sorriso.
Ti sento vicina, lontana.
T’ascolto.

di: Callarà

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L’INCANTO MATERNO

Qual falena
che ronza alla luce,
tal è l’incanto

del pargoletto
che nutre nel core
aperto d’amore
al materno affetto.

Or che sei svanita
con rimpianto
porgo un fiore
al camposanto.

di: Callarà

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IL VENTO D’ ESTATE

Il vento d’estate
soffia l’onda
a baciar la sponda,
frescheggiar la riva.

Il sol rosso morente
si nasconde a ponente.
Il vento d’estate
dal mar proveniente

continua a carezzar
la mia terra d’amar.
Il vento d’estate
che viene dal mar.

di: Callarà

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CASTELLO DI SABBIA

Socchiudo gli occhi
e ritrovo nel riflesso
il bimbo genuflesso

che fa il castello
di sabbia bagnata.

Nel limpido degli occhi
specchia gioie chiare
Come gocce di mare.

I riflessi dell’alma
belli a rimembrare.

di: Callarà
POST BELLUM

Sfinito,disorientato
dopo il pugnar vagar.
Suol di rosso e nero tinto
di crudel realtà e non di finto.

Crucci non senti più
sei forse morto e non sei più?
solo erri, i tuoi militi non vedi,
la mente buia e non ci credi.

Dov’è il Sud? Verso i miei des’ir.
Elicotter appar lontano
all’orizzon qual moscon strano.
Mi vedrà! M’acchiapperà!

Mi salverà!
La vita o la morte all’istante cambierà.

di: Callarà

POST BELLUM

Exhausted, dazed
After the fight wandering
The ground painted red and black
Cruel reality and no abstract.
Pains of the flesh dissipate.
Alive..? Dead..? Existence is a blurred .
Where is the South…?? Toward mine(troops) I want to go.
A chopper appears in the sky
at the horizon like a big fly.
Will it see me!! Will it snatch me!! Will it save me!!
Life or death instantly will change.

by: Callarà

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RICORDI DI GUERRA

Nel villaggio gelato
il puzzo della morte
si sentia più forte.

Solo un bimbo vagiva
con mamma che dormiva
sul gelo del ….Sempre.

IL vento urlava pietà
una triste lacrima
si gelò sul viso.

Pianse l’anima
sul borgo di sangue
intriso.

di: Callarà

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SORRISO

L’onda si spegne
sulla battigia.
Il mar turchese
s’attacca alla volta bigia.

Fra l’onde spumose
delfini danzano.
Falci di luce
sferzano nel mare.

Sorge docile la sera,
il dolce sorriso appare
sulla tua faccia sincera.

Sorriso del cuore,
dichiara l’amore,
dice mille parole.

di: Callarà

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ECO DEL TEMPO

Sullo scoglio cocente dal sole
ti vedo lieta danzare

tra delfini che guizzano nell'aria
per assaporare la gioia del volo.

Sono l’eco del Tempo
lo specchio del passato.

Ora che sei lontana andata
qual languida fiamma
che muore da una folata.

di: Callarà

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IL GIARDINO MARINO

Al mio giardino marino
l'onda si spiana sulla rena.
Aldilà dell'acqua spumosa
s'affaccia il mar turchino
con il verde e l'azzurro scuro
che al cielo si sposa.
Vaga il mio pensiero
al passato. al futuro
e al regalo del presente.

di: Callarà

THE MARINE GARDEN

In my marine garden
where the wave spreads on the sand.
Just beyond the foamy water.
the turquoise sea appears
then turns green, then blue
that weds with heaven..
My thoughts wander
into the past, into the future
and the gift of the present.

by: Callarà

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CARNOSO DESIO

Bacio il tuo viso
Che s’apre al sorriso.

Il tuo corpo caldo
che radia l’amore

ti stringo ansando
sento il tuo ardore
il battito del core.

Prosta il tuo amore
in carnoso desio.

Voglio vivere anch’io
ora che siamo vivi.

di: Callarà

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RICORDI BELLICI

Il Dio che accende e spegne
che illumina e abbuia.

Salgo sul pendio
pel sentiero della morte.

Vorrei fuggire
ma incatenato e ristretto
incrociato qual un Cristo
nell’infinito campo del conflitto
tetro, sin luce, d’un grigio eterno.

Col gelo nelle vene
vorrei fuggire
nel verde della speranza
nell’azzurro del mare
nella gioia di vivere
in un giardino d’oleandri.

Ma son qua
nel colle tetro
nel grigio del Nulla
nel buio della vita
con mente smarrita.

di: Callarà 

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MUSICA MARINA

Sei il mio parco marino
dolce, bello, divino

ove l’onda batte i moli
formando meteori.

Luci che danzano
nel vento strano.

Ove schiumosa onda
s’innalza, si monta
e si spiana in rena
qual liquido ventaglio.

Ove il suono dell’onde
canta con musica del mare
una canzone d’amore
calda come il sole .

di: Callarà

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SORGE IL SOLE E L'AMORE

Accarezzami col tuo sguardo
al chiaror dell’alba
aggomitola il tuo corpo
accanto al mio fianco.

Sussurrami parole
e poesie d’amore .
Accosta la tua testa
al mio petto.

Dimostrami l’affetto .
fammi assaporare
la gioia, l’eternità
fin polla della vita.

Fammi entrare
nel mistero della felicità.
Sento i palpiti del tuo cuore
sorge il sole e l’amore .

di: Callarà

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RICORDI REMOTI

Ascolto col cuore
riodo care parole
qual musica di un preludio
di una melodia d’amore.

Gentil l’aer marino
mi sfiora la pelle
il cuore luce per te
come tante stelle.

Trapunti in un bacio
nel tempo del …Sempre.
Ricordi remoti
d’amori perduti.

di: Callarà

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SENTIERO DELLA VITA

Sul sentiero della vita
coi pìcei nocchi degl’anni
tra ombre, splende una luce
da una soglia ch’invita.

Sfilano ombre di visi cari
su muri oscuri.
Riconosci le voci
rivivi il passato.

Il cuore di gioia ingrossato.
Sei pronto a solcare
le chiome dell’onde di mare.

di: Callarà
 ..pìcei = di nera pece
..nocchi = malformazioni della vecchiaia
Sei pronto... = pronto alla morte

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LA MUSICA DEL VENTO

Pria la sera cade
s’ode la campana
che canta il Vespro.

S’ode il gorgogliare
del fiume che si snoda,
tra rive pietrose, a mare.

Il canto delle rondini
s’intona alla musica del vento.

“L’adesso pare un “Sempre”

di: Callarà

MUSIC OF THE WIND

Before the eve falls
one hears a bell
singing Vespers.

One feels the gurgle
of the unwinding river,
from stony banks to the sea.

Chatter of swallows
intones to the music of the wind.

The “moment” seems “Forever”

by: Callarà

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DONZELLETTA

Vai vicino al rio, pensami,
osserva l'eterna rinascita della natura,
nota la beltà e ..posta il suo richiamo.

Un uccello s'apposa al rio
per libar l'acqua fresca.
Nel silenzio sentirai ...la musica,
il canto e vai in braccio alla ..musa.

Silenzio eloquente e armonioso
t'inebria e ti rende amorosa.
Ti penso allegra e ...saltarella,
sgambettando qual donzella.

di: Callarà

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IL TRAMONTO

Tra i verdi abeti
di neve infarinati
vedo il ciel infiammato
dal sol morente.

Il pensier fugge al passato
che par chiaramente
qual un sogno, una gita
all’altalena della vita.

di: Callarà
L’analogia è che dalla vecchiaia si ritorna all’infanzia,
una mistica similitudine della nascita e la morte.

SUNSET

Among the cypresses
dusted with snow

I see the sky aflame
with the dying sun.

Thoughts return
to times of long ago

which appear like dreams
riding on the seesaw of lif

by: Callarà
The analogy is ( sun set… ) old age; and infancy
(…see-saw) that makes birth and death(…Dying sun…)
a mystic similitude.

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MONDO INCOLORE

Fragranza di fiori
di tanti colori

inebrianti
penetranti

Nell’abisso dell’alma.
Scintilla il core
qual festa d’amore.

Sin poesia colma
di musica a di parole
l’Immenso è incolore.

di: Callarà

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MARE IMMENSO

Sulla sabbia dorata
guardo l’onda colorata
c’accarezza la battigia.

L’acqua turchina
che più in su
Si colora di blù
finché l’acqua
se ne va col cielo.

Entrare nel tuo regno
assaporare il tuo sale
nuotare entro di te

qual un delfino
che cala e sale
nel tuo mare.

di: Callarà 

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SILENZIO

Il silenzio eloquente
di una massa di gente
davanti all’orrore
freddo e sin colore.

Il silenzio austero
di frati d’un monastero
sacrosanto, severo.

Il silenzio comprensivo
tra figlio e genitore
ch’esalta ben espansivo
di amore espressivo.

Nulla è l’amore
sin silenzio
di mille parole.

di: Callarà 

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INCUBI DI GUERRA

Lo scoppio assordante
di mortai da sessanta.

Abbagliante baleno
che non riscalda

che spezza il core
col suo bagliore.

Strazia l’anima
vaga la mente.

Cala una lacrima
sulla gota gelata.

di: Callarà  23 settembre 2005

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AUGELLO MARINO

Vorrei diventare
un augello marino
che vive il momento
che ignora il Tempo.

Sull'orlo del mare
aliando col vento
discende e sale.

Futuro, passato
non serve non vale.

Gioia del momento
regal del presente
sol cose in mente.

di: Callarà

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IL TREDICI GIUGNO

Il tredici Giugno
era ancora notte
sul sentiero di morte.

Tra bagliori e boati
per O P Harry salì.

Alle prime luci del dì
a bayonette si finì.

Il tredici di giugno
giornataccia infame
brutta a rimenbrare.

di: Callarà
(O P = Outpost = Avanposto) 

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A DIO

Negl'incubi della notte,
urlando ad alta voce,
vorrei gridare a Dio:

"Schiodami dalla croce!!
Scatenami dal fio!!
Allentami il dolore!!
Porta la pace al core!"

Perso vago nel Nulla,
recami nella culla
ove apice l'Amore.
Signore

di: Callarà

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AMOR MUTO

Labbra invitanti, eccitanti;
occhi che parlano d'amore
con sguardi luccicanti.

Nel seno parla il cuore,
nei silenzi eloquenti
dichiari l'apice d'affetto.

Gioiosa sorridi e senti,
sin parole è il tuo detto.

di: Callarà

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BORGO

Un borgo coperto di neve
aggrappato sul monte si vede
ancor chiaro nella mente.

Odo il fruscio del vento
tra rami del giardino,
il calor del ciocco del camino.

La neve a falde fiocca,
suona una campana
tra fischi di tramontana.

di: Callarà

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IRIDE CELESTE

Vorrei stringerti
forte al mio cuore
amalgamarti con me

in una sola alma,
per scolpir l’amore
infinito che nutre
la gioia di vivere.

Vorrei farti salire
sull’iride celeste
per abbuiar l’ombre
e luciar qual feste.

di: Callarà

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IL TRAMONTO E` L’AURORA

Quel visino caro
gioiva la casa,

gli occhioni neri
che luciavan il core
sin da prime ore.

Con noi non ti trovi,
ma con gli angeli voli.

Donzella del mio cuore
Il tramonto è l’aurora.

di: Callarà

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FARFALLA

Guardarsi allo specchio
le rughe sul viso
son segni del tempo.

giorni e giorni
che scorrono
sempre più lesti
nella calata della vita.

Perché non sono farfalla
che vive solo ore
ignara del tempo
e piena d’amore .

di: Callarà

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DAMMI LA MANO

Dammi la mano
Vieni con me
Ti dirò la fiaba
Della figlia del Re

La storia della fata
La casa incantata.

Avviati pel mio sentiero
Ti porterò col mio destriero.

Potrei farti volare
Potrei farti sognare.

Sento il tuo sguardo
Entrar nella mia alma
Per scrutar con calma
Quanto mi sei cara.

Callarà® 29 - 10 - '06
Ispirata e composta per una nipotina

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NATALE

La mane di Natale
i bimbi si destano,
corrono al focolare.

Lucenti di gioia, gli occhi,
nel veder tanti balocchi.

Salti, acuti gridi puerili
impregna l'aer di felicità,

di vita e caloroso amore
che reca la pace al core.
E` Natale, grazie Signore

di: Callarà

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SANTA

Infarinati sono già i pioppi
La neve cade a larghi fiocchi.
Salta il nipotino sul letto:

"Tatà, hai visto Santa, cos'à detto?"
"Ha lasciato tanti balocchi!"
Muy sotto l'albero di Natale,

nel veder i doni, sbarra gli occhi,
grida salta per la felicità.
Rinfranca il core di gaiezza.
Con i Miei a Natale a festeggiar.

di: Callarà
Tata`= nonno
MUY = nomignolo di Thomas, mio nipote

SANTA

The poplars are now laced with snow,
Giant snowflakes at the window;
My nephew rises from his bed:

“ Tata! Have you seen Santa Claus?”
“He came, and left you many toys!”
Muy sits under the Christmas tree,

Dazzled by the tinsel and gifts;
He dances, his cries of joy exult,
Refreshing all hearts with gaiety

by: Callarà

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SANTO NATALE

In questo giorno Santo
grazie per risponder al pianto
di una povera anima dolente
che Ti chiese aiuto e guida
per vincere 'sta gran sfida.

In questo giorno Santo.
Grazie per la Tua bontà,
che il mondo conosce gia,
per la tua Misericordia
dove luce la Tua gloria.

In questo giorno Santo
è Natale mio Signore,
grazie per il tuo Amore
e per ridonarmi il cuore,
e dell'anima il calore.

di: Callarà
Poesie di Callarà dal libro
"Un Abruzzese in America"

HOLY XMAS

On Your holy day
We thank You for answering our plea
Of a poor and suffering soul
You guided me through peril
That no man can face alone

On Your holy day
We thank You for your goodness
Which binds men in lands unknown
Your mercy is the strength
That allows peace in our homes

On Your holy day
We thank You for Your love
Which sparks the beating of our hearts
You restored my body to me.
And brought meaning to my life


by: Callarà
Callarà Abruzzian dialect for “calderaio” (nom de plume), secular family’s nick name= cauldron maker= coppersmith

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LETTERINA

Arriva la sera,
La luna a sfera
Luce su i cipressi
Infarinati di neve.

Rientra il babbo
Si toglie il cappello.
Slaccia il mantello.

Si siede a tavola
Solleva il piatto,
Scopre la letterina.
E` Natale.

di: Callarà

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NAZZARENO

Non si spostò
mai più di tanto
Da dove nacque Santo.
Mai ebbe casa,
Od una sposa.

Giammai studiò negli atenei
Rispettato da patrizi, plebei.
Predicò la pace e l’amore
E ancor c’è guerra e dolore.

Da venti secoli celebriamo
Il compleanno e salutiamo
Il Sacro figlio del Creatore,
Dell’umanità il Redentore.

di: Callarà

NAZZARENO

Far He never went
From where He was born saint
Never had a house,
Never had a spouse.

He did not have much school
Yet respected by rich and poor.
Preached peace and love
Yet we have war and dole.

We celebrate for twenty century
His birthday and His memory
Of God ‘s Sacred Son,
Of the world’s great love.

by: Callarà

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NOËL

Il sol cala dal bigio ciel
s’appressa il vespro che vien.
Le falde di neve gentil si posan
Sul prato, sul tetto ed ogni cosa.

S’imbianca tutto il paesello
Da sembrar fiabesco e bello.
S’ode di campana il rintocco
La neve cade fiocco a fiocco.

Il nonno ai tizzi si scalda,
I bimbi lieti vanno a nanna
Sognando i doni di Santa.
E` Natale e tutto s’incanta.

di: Callarà

NOËL

The sun kneels down from a gray sky.
To hasten hours for vespers,
Snowflakes fall on meadow and roofs;
Muffling the evensong of day.

Whitened is the little village,
Adorned as in a fairy tale;
Belfry bells are ringing joyously,
Crystals shimmer in plangent sound .

Grandfather tends to the fireplace,
Children are hushed by lullabies,
Dreaming the gifts of Santa Claus,
And enchantment reigns over all.

by: Callarà

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OSSESSIONE

Voglio afferrarti
Voglio dominarti.

Spalanca le cosce
ti voglio affondare
tutto il mio ardore
giù, giù nel tuo ventre.

Qual destriero imbizzarrito
voglio colmar il tuo appetito.
Dammi la tua passione
soddisfa questa ossessione.

Callarà

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LAURA, QUINDICI MARZO

Vivo il ricordo
di questo giorno
che venisti al mondo.

Occhi belli lucenti
sin dai primi momenti.

La faccetta beata
che si aprì al pianto
diletta neonata

per annunciare
la tua entrata
nei nostri cuori.

Callarà
A Laura 15-03-2007

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LA FAME

All'arrivo della fame
son prime le mamme
sentir i bimbi piangere.

Finché il pianto
diventa lamento,
i ventri gonfi
su gambe tremanti.

Il fiume vuotato,
vento accalorato.
I bimbi primi a morire,

uomini e donne, qual vermi
per le strade con la fame
a fil di voce chiedere pane.

di: Callarà  26-gennaio-2008

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PARTII PER LA GUERRA

S’avanzava a stento
con nebbia e fumo
e senza vento
in terra di nessuno.

Le facce scure
senza sorriso
senza paure.

Chi suona stà campana?
è una chiesa lontana?
o la mia mente strana.

Lasciai la terra bella,
partii per la Guerra.

di: Callarà

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BARCA

Dallo sciacquio della prora
s’alza l’iride che colora.

La brezza marina
m’avvolge e mi dà vita.

La barca veloce
s’avvia all’altura.

Dall’acqua il sole sale
per dar vita e colorare.

di: Callarà ®

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PASSIONE

Ah! Chi m’acchiappa?
mi sento inferocita
nel cielo o nell’abisso.

Sono prostrata
appaga il mio ardore
soddisfa la passione.

Sii tu mostro o Adone
aggiogami con violenza
soddisfa questa sofferenza.

di: Callara`®

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IL VECCHIO NARRA

Gira la pagina
Il vecchio narra
Seduto in cantina
Accanto al tavolino
Che puzza di birra e vino.

Narra la storia
Di donne e gloria
Di ferite e dolore
Di gioie e amore.

Canta stornelli
Di Paesi belli
Con versi strani.

Canuto guerriero
Con denti gialli
Con faccia scura.
Gira la pagina
Per altra avventura.

di: Callarà

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