Arlette Martinello - Alcolore

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Le tue poesie
Poesie di ARLETTE MARTINELLO
Il fiume del dolore

Ho attraversato il fiume del dolore
la pelle scarificata da mordaci pietre
nell' acre morsa di torbide acque impetuose

Ho ridisceso il suo corso millenario
rovistando nel cammino tortuoso della vita
il cuore anelando la primigenia euritmia

Trascinata dall'incessante fluire
ho sgretolato l' anima come fragile arenaria

Faticosamente ho ricomposto le molecole
della mia umanità

di: Arletta Martinello
Loria, 13 novembre 2015

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Canto alla Vita

La Vita canta
le sue note più cristalline
nel cuore spaccato
del ghiaccio d'inverno

Seduce il suo cantare
nel fulgido vigore
del fuoco d'estate

La Vita canta
le sue più dolci melodie
nell'amniotica energia
dell'alito di primavera

Blandisce il suo cantare
nei melanconici accordi
del concerto d'autunno

La Vita canta
nella perenne mutevolezza
del suo incessante divenire

Arlette
Loria, 27 agosto 2015
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DOLCE ARMENIA

Nel nome Հայաստանի Հանրապետություն
l'armonia solenne del tuo canto
dolce Armenia

Acque copiose narrano le gesta
del tuo popolo indomito
nel liquido amniotico della terra forgiato

Ararat scudo di roccia
vigila sul destino delle tue genti erudite
a una fonte di cultura millenaria abbeverate

Antichi monasteri seminati in fertile humus
irradiano la sacralità della tua anima
votivi khachkar innalzano al cielo preghiere

Poeti cantano la tua crudele sorte
a monito di generazioni future

Il cuore in ascolto
a passi timorosi attraverso la tua storia

di: Arlette, 4 gennaio 2015

terra d'Armenia, agosto 2014
2015: centenario del genocidio del popolo armeno
*khachkar: croci di pietra, steli scolpite, rappresentano l'eccellente cultura del popolo armeno nella sua espressione dell'arte, della scultura e di una fervida fede cristiana; disseminate in tutto il territorio, non solo nei cimiteri, a partire dal 4° sec. d.C., occupano un posto rilevante nel tesoro dell'Arte Mondiale (nda).

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IL VECCHIO MERCANTE

Come un vecchio mercante
mi accoccolo sui gradini del tempo
la bisaccia consunta di sogni smarriti
in terre lontane

Le mani protese ad afferrare l'assenza
vanamente scuotono l'aria
in perenne attesa dell'incanto
della vita

Nell'assoluto silenzio di immoti spazi siderali
mi sorprende un fugace battito d'ali
e l'anima si risveglia
al sogno

di: Arlette, 13 ottobre 2014 

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A Πέτρα *
ROSA DEL DESERTO

Scorre nella roccia la tua linfa vitale
Rosa del deserto che mai inaridisce
Gemma celata dalla gola del Siq

In spirali di arenaria incastonata
Regale mi appari col riverbero del sole
Nell’incanto del tuo oggi senza tempo

Culla millenaria di stirpi beduine
Fida custode di umane reliquie
Del genio nabateo testimoni la perennità

Fra le tue arterie impolverate vado pensosa
Profumi mi avvolgono di spezie e d’incenso
Fruscii mi accarezzano di sete preziose

In te sussurrano ancestrali presenze
In te palpita il cuore antico dell’umanità

di: Arlette - Petra, 13 luglio 2012

*Petra - πέτρα, roccia in greco
Presso la cittadina araba di Ma’an, nel sud della Giordania, sorge Petra (1), nota anche come la Città delle Tombe (2) o la Città Rosa (3), l’antica capitale del regno dei Nabatei, recentemente dichiarata dall’U.N.E.S.C.O. (4) patrimonio culturale dell’umanità. Al-Siq (in lingua araba السيق) è un canyon che costituisce l'ingresso principale all'antica città.
Petra è il più bel luogo della terra... non per le rovine, ma per i colori delle sue rocce tutte rosse nere con strisce verdi e azzurre. Non saprai mai cos'è Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona" Lawrence d'Arabia.

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TRAMONTO NELLA BAIA DI HA LONG *

Sgusciano lievi come ali di farfalla
tardive imbarcazioni al tramonto del giorno

Ombre affusolate sul piano dell’orizzonte
là dove il cielo vibra d’oro e violetto

Infinitesima kalapa* cosmica]
partecipo all’armonia del cantico

E nel guscio del mio corpo
inconsapevolmente prego

di: Arlette
*La Baia di Ha Long (vietnamita: Vịnh Hạ Long) è un'insenatura situata nel golfo del Tonchino, in territorio vietnamita. Fa parte della provincia di Quang Ninh e comprende circa 3000 isolette calcaree con numerose grotte carsiche. La baia si trova 164 km ad est della capitale Hanoi, non lontano dal confine con la Cina. In lingua vietnamita il termine "Hạ Long" significa "dove il drago scende in mare". Dal 1994 è un patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
*Kalapa, dal buddismo Theravada, la più piccola particella dell’anima cosmica, Arlette Baia di Ha Long, 15 luglio 2011

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BAGLIORI D'INVERNO

Una perla di lagrima tra le rughe inaridite
Rischiara nell’ombra il volto del dolore

Un cristallo di neve tra gli anfratti rocciosi
consuma il brillio alla mitezza dell’ultimo sole

Nel respiro lucente del mattino un brivido d’ali
Scompiglia arcane memorie e fragili pensieri

A caccia di stelle nel brumoso cielo crepuscolare
Mi appare fulgida Espero* sentinella della notte

Bagliori d’inverno per l’anima affamata di emozioni

di: Arlette
Fonte, 3 dicembre. 2010
*Quando Venere rifulge di sera ad occidente prende il nome di Espero, o Stella della sera o del pastore, quando invece è visibile al mattino, verso levante, prima del Sole, si chiama Lucifero, Fosforo o Stella del mattino.

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A PIERO DELLA FRANCESCA

Tra estetica e razionalità
Silenzio saturo di memorie
di passi ovattati e perduti dal tempo
di fasti e sventure annunciate
magnificenze e miserie consumate
sacro e profano contaminati

In ginocchio di Rimini il fiero Signore
l'araldico spazio a custodia dei profetici veltri*
nel plastico χιασμός dei corpi accucciati

Il bianco e il nero
la fedeltà e la vigilanza
l'esaltazione e il patimento
il potere e il disinganno
il destino umano conchiuso dai pilastri marmorei

Canto del Colore
Liturgia della Luce

di:Arlette
Rimini, Tempio Malatestiano, 1 maggio 2010
*Profezia del veltro, Dante Alighieri,
Inferno, canto I, 97-105
“Oggi una vera comprensione del mondo
non può fare a meno di uno sguardo nutrito
di poesia e di scienza” Claudio Magris
- χιασμός gr. chiasmo (n.d.a.)
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LA VITA O ...DEL MISTERIOSO PULSARE

Agguanta
Con mani di velluto

Avvinghia
Con artigli di acciaio

Lusinga
Con ali di farfalla

Palpita
Nel cuore di una parola

Vibra
Nella corda di una chitarra

Trema
Nel pigmento di una tavolozza

In miriadi di sembianze
Pulsa nel cosmo

Ha ragioni più forti
Del quotidiano esistere

di: Arlette
Asolo. 21 marzo 2010

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A MICHELANGELO MERISI
"Arte e Vita ... Come teatranti"

Allo spettatore sedotto e smarrito
Tempo e spazio la tela dilata
Nell'oratorio di San Giovanni

Vibra di cuprea luce un fendente
Slabbra il velario pietoso della notte
Raggela i segni dell'umano dramma

Vergato di sangue l'impiantito*
L'historia ieraticamente si perpetua
Gli attori isolati nelle tragiche sembianze

Nel cielo alla luce negato
Deflagra il raccapriccio della vecchia
Porge impietosa il bacile Salomè

Come teatrante sul proscenio della vita
Vesto maschere di ruolo
Personaggio inquieto in cerca d' autore

di: Arlette
Malta, La Valletta,
Co-Cattedrale di San Giovanni, 21 novembre 2009
Decollazione del Battista, Michelangelo Merisi detto Caravaggio, periodo maltese
*è il più grande dipinto di Caravaggio e l’unico firmato, col rivolo di sangue che esce dal collo mozzato di San Giovanni Battista (n.d.a.)

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LABIRINTI DELLA MENTE

Nel dedalo dell’anima sconnessa
Labirinti mentali si aggrovigliano stoltamente
E stancamente

Non riconoscibile la via di fuga
Fra moltitudini di assi alla rinfusa ammonticchiate
nella provvisorietà di ogni sorte

Tra le rovine di Cnosso sospingo il mio cammino
I fasti ridestando del Principe dei Gigli danzante nel liturgico corteo
Gli enigmi evocando della Potnia Theron di fiere e serpenti Signora
Madre venerata di fecondità

Immerso nel liquido amniotico della vita
Il pensiero si nutre dell’ incessante ineludibile divenire

di: Arlette
5 maggio 2009
Labirinto deriva dal greco labyrinthos (λαβύρινθος),
usato nella mitologia per indicare il labirinto di Cnosso (N.d.A.)

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A EBE, LA GENTILE

Leggiadra lieve leggera
Sinuosa Ebe sulle ali del vento
versi gentile la coppa di nettare e ambrosia
agli immortali del destino umano incuranti

Sfida vaporosa con balzi di gazzella
Le scale del vento e del tempo
Raggiungi la solitudine delle creature terrestri
Messaggera di eterna avvenenza

Stempera nella bellezza di psiche
Le afflizioni del disinganno e del disincanto
Dipana gli artigli della notte

Imprigionata nel marmo
Pulserà la vita

di: Arlette
Possagno, Gipsoteca Antonio Canova, 13 ottobre 2008
αμβροσία è collegata ad amrita della cultura Hindu,
ed è una bevanda che conferisce immortalità agli dei (N.d.A.)

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ANNUSARE LA VITA

Annusare la Vita
Profumo aspro
Di bacche selvatiche

Ringhio vorace
Di animale braccato

Mostro infantile
Di Basquiat*

Annusare la vita
Grembo pietoso
Di Madre

Arlette
Fonte, 19 settembre 2006  

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APPUNTI DI UN VIAGGIO
DENOMINATO VITA
zoein bion glikipikron *

Riavvolgo gli anni
nel gomitolo nodoso della Vita
Il cuore velato
di ingannevole nebbia

Spazio dolceamaro della mente
nella ripresa
dell’altalenante cammino

Arlette
Asolo, 13 ottobre 2006
*vivere una vita dalla dolce amarezza (gr.)

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PENSIERI ARRUFFATI

Pensieri arruffati
All’angolo oscuro della vita
Attendono il bandolo della matassa
A dipanare sentieri
Senza meta

Note stonate
Di un pianoforte da accordare
Provengono da pianeti inesplorati
A rovistare tra ricordi
Non obliterati

Viaggi della mente
All’ombra di sentimenti scarmigliati
Cercano un padrone amorevole
A legare con nodi
Indissolubili

Le maglie dell’esistere

di: Arlette
3 agosto 2008

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A’ MARRAKECH "LA ROUGE"

à sa beauté désespérée
en homage

à la point du jour
se réveille l’ancienne Médina
par la prière psalmodiante du muezzin

le son coupe dévotement l’air de Marrakech
en vibrant parmi ses rouges veines
jusqu’aux blanches crêtes neigeuses de l’Atlas

le soleil de l’après-midi
flamboye sur la place Jamaa el-Fna*
dans le bruit assourdissant de sa cour des miracles

charmeurs de serpents
vendeurs d’eau
mangeurs de feu
dresseurs de singes
musiciens danseurs saltimbanques…….

au coucher du jour
s’allume la nuit de mille et mille lanterns
de meme qu’une superbe princesse berbère
resplendissante de ses joyaux tribales

hors des puissants bastions de l’enceinte
dedans les luxuriants jardins fruitiers
bruisse l’haleine du vent
parfumée au jasmine

di: Arlette Martinello
Marrakech, 10 febbraio 2007
a piazza Djeemaa el Fna, cerchio magico della vita, è iscritta nell’elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO come “ Patrimonio orale dell’umanità”

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IL FOLLE SATIMBANCO

Come un folle saltimbanco
tediato da ordinarie
acrobazie
gareggio
con la legge gravitazionale
a sfidare emozioni
volteggianti nel tempo perduto

cerebrale seduzione
del quotidiano esistere

di: Arlette
Barcellona, 26 novembre 2008

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ECLISSI, 16 AGOSTO 2008

Il cielo di cupo velluto
è squarciato da una luna
di oro lattiginoso

La notte silenziosa e senza stelle
eclissa la mia anima
di emozioni antiche

Ancora ci si può stupire
del mistero

se tutto è rivelato
dall'impetuosa scienza umana

di: Arlette

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DA LORIA A BORSO DEL GRAPPA …
Una mattina di quasi inverno…
Paesaggi dell’anima…

Il mattino lavato
Dalla pioggia della notte
Ostenta rare magnificenze

L’aria primigenia
Da ogni tana liberata
Serpeggia con insolita allegrezza
Nel cuore disarmato

La vallata fulgida di smeraldo
Imprigiona gli occhi
Di arcaico stupore affamati

Il Grappa gigante abete
Dai vigorosi bracci innevati
Riluce di biancore
Nel bronzeo anfiteatro morenico

Stregato Provocante Autunno
Concedimi un frammento
Della tua euritmia
Elargiscimi un granello
Della tua perpetuità

di: Arlette
Borso del Grappa, 4 dicembre 2009

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NOTTE D’ESTATE

Bevo l’aria della notte
satura di umori e memorie

Grava sui sogni degli umani
il nebuloso cielo opaco
di brillantezze remote disattivato

Nel cuore notturno il nero ferrigno
nega il bagliore plenilunare

D’incanto fende l’atmosfera
lo sciame arroventato delle Perseidi *
dall’alveare cosmico in fuga

Indugio alla stella cadente
arcana divinatrice di miraggi e vaghezze

di: Arlette Loria, agosto 2009
*fenomeno della pioggia meteorica delle Perseidi o meteore d’agosto

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A GUIDO

Una nevicata leggera ci sorprende
che impalpabile veste palazzi e strade
mentre curiosi andiamo sottobraccio
di complici ragionamenti confabulando
a spiare profili e scorci di città

Nell’aria sonnolenta del festivo mattino
i calpestii soffocati dei nostri oziosi passi
improntano di fugaci segni la Karl Johansgate
un indugio al Grand Café*
dei drammi ibseniani ignaro testimone

Il perlaceo incanto dell’ Oslofjord gelato
rapisce gli occhi e le labbra ammutolisce
la mente cullando in vaghi pensieri
smarrita la frontiera fra cielo acque terre

Poderosa si staglia la fortezza di Akershus
di lignaggi reali fedele custode
guardiana temibile di lontane stirpi predatorie
oggi di neve velata e di melanconia

di: Arlette
Oslo, 20 marzo 2011

*centralissima via di Oslo
*Il Caffè nel Grand Hotel era uno dei preferiti del pittore norvegese Edvard Munch e del commediografo Henrik Ibsen (che conta ancora il suo tavolo personale). Veniva frequentato anche dagli anarchici e da artisti che bevevano assenzio .

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A DORA MAAR

È di scena il pianto che non erompe dalla gola
Il dolore che non versa lacrime dagli occhi
Lo spasmo che su se stesso si accartoccia
come un serpe viscido e mortale

Dora Maar seducente e anticonformista
Nessuno sa di te nel ricovero che ti ospita
Di te e l’ insaziabile rolleiflex
Tra i bistrot della ville lumière

Di te compagna e musa di Picasso
Amata soggiogata negata
L’anima di malamore innamorata

Il tuo male giunge a me
E non lo consola la mia empatia

di: Arlette

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HIC ET NUNC

L'anima si perde
nella grazia misterica
della "Madonna dal collo lungo"
di Parmigianino

e la mente sussulta
nel furore materico
della "Alchimia"
di Pollock

così il pensiero si libera
nel segno guizzante
della "Femme tirant son bas"
di Toulouse-Lautrec

QUI E ORA
l'ineffabile sortilegio dell'arte
il suo immutabile divenire

di: Arlette Trieste: 1 maggio 2004
La citazione dell'opera di Pollock "Alchemy", uno dei primi dipinti realizzati con la tecnica rivoluzionaria del dripping, non è casuale: un'ontica accusa mossa al Parmigianino dai suoi contemporanei era di dedicarsi a pratiche esoteriche di alchimia, per l'uso di tinte innaturali quasi sprigionate da metalli rari. (n d a )

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AUTUNNO 2004
PAESAGGI DELL'ANIMA

Si sfaldano le cellule del tempo
e si ricompongono le molecole del DNA
nella spirale misurabile della vita

Intrappolata nella mia tela di ragno
contemplo mutevoli parvenze

I campi si accendono di ambre dorate
e gli orizzonti si velano di diafani argenti
nella terra graffiata da rugginosi bagliori.

Reali illusorie metafore
respiro cosmico
di un divenire chiamato VITA

di: Arlette
30 gennaio 2005

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A NASSIRIYA

Nel turbinio del dolore mediatico
implode l'anima silente
a Nassiriya

Smarriti i colori dell'arcobaleno
pencolano meste
le bandiere della Pace.

Arlette 18 novembre 2003

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SFIDA

La vita urla
senza clamore
su gambe d'acciaio
di una sciatrice paraplegica

Uno slalom speciale
ne arabesca la neve
ad assaporare
l'impareggiabile sfida.

di: Arlette
Passo S. Pellegrino, 22 febbraio 2003 

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A GHIZA

Il rumore della vita
affonda vigoroso
il silenzio della percezione

Nel bagliore del giorno africano
sorride la Sfinge
dell'umana sfida
pietosa

Fra le piramidi sapienti
affiora l'anima pensosa
a scorticare
l'epidermide del tempo

A Ghiza color topazio
vibra
la sussurrata armonia
di immutabili accordi

di: Arlette
16 luglio 2003 

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A MIO PADRE

Con la sapienza dei tuoi novant'anni
la forza delle tue radici
la schiettezza dei tuoi occhi
Come un bambino
mi abbracci
sulla porta della vita
Ambedue desiderosi
di certezze
il cuore ingombro
di dubbi
La tua storia
dentro la mia

di: Arlette

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UN ACROSTICO IN LATINO PER UN
SENTIMENTO UN PO' IN DISUSO

  A    ffectio            Amicizia
  M    irabilis           un sentimento
  I     nflat               meraviglioso
  C    or                   riempie
  I     ntendum        un cuore
  T    amquam        attento
  I     nvictum         quanto
  A   vulnere           indomito

di: Arlette 

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DESIDERIUM ME TENET

La memoria appiana
le divergenze del tempo
distende
le rughe del dolore
svela
le lusinghe della mente

Un'identica vita
eppur brami a volte
lentamente degustata
come il vino più dolce

a ghermire
la rapacità del giorno

di: Arlette 15/4/02

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DIS/ARMONIE

La vita mi attraversa
come sonata per pianoforte
Brani di luce
vibrano
sulla tastiera in ombra
Febbrilmente
rincorre il pianista
l'armonia
del sè

di: Arlette 

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DOVE

Nelle savane del popolo Masai
nelle viscere della piramide di Cheope
nel muro del pianto di Gerusalemme
nelle rovine del tell di Ebla;
nel sorriso di un nomade di Petra
negli occhi di uno yemenita
nei piedi piccoli di una vecchia di Guilin
nel chador di una donna di Isfahan;
il mio spirito rom
la mia anima mundi

di: Arlette

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DONNA IN ORIENTE

Ho incontrato
la dignità antica
di donne indiane
il corpo avvolto nel sari di cotone

Ho conosciuto
lo sguardo eloquente
di donne persiane
il corpo celato nel nero del chador

Ho udito
il frusciare soffocato
di invisibili donne yemenite
il corpo rubato nelle maglie del burka

Ho sorpreso
la fierezza umiliata
di donne padaung
il collo imprigionato nel bronzo degli anelli

Sommessamente ha urlato
il mio corpo di donna
entro vesti senza retaggio

di: Arlette 13 marzo 2002

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GIOCHI D'ACQUA

China sulla pozza d'acqua
una bimba
colta da inatteso stupore
le mani protese
a giocose vibrazioni
le labbra dischiuse
a lievi sorrisi

di: Arlette

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Sabbia Clessidra Tempo Sera

Traluce lieve
nel brivido del tramonto
la colata di granuli
dalla mano nervosa

Precipita a rivolo
nella clessidra antica
la cangiante rena
da immemori terre abrasa

L'angusto diafano spazio
imprigiona il tempo senza memoria
incurante predone del giorno

di: Arlette 2/11/2002

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SUL LAGO INLE

Brune palafitte di bambù
affondano zampe di trampoliere
nelle acque cineree
di cielo monsonico

Fluttuanti orti pensili
galleggiano rigogliosi
su lievi piattaforme erbacee
fertili di alghe lacustri

Agile sguscia la piroga
nel respiro del lago
tra affollati pensieri
da decantare

di: Arlette 21/7/2001
Il lago Inle è situato nella provincia nord-occidentale della Birmania (Myanmar). Vi si notano i pescatori che remano con la gamba, gli orti galleggianti chiamati "Intha", il tempio dei gatti
che saltano (ammaestrati dai monaci) e altre meraviglie.

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SULLA STRADA PER PINDAYA
"Sulle strade del tempo"

Donne chine
sulle risaie
il volto ombreggiato
da cappelli a pagoda
seminano a spaglio

Il ritmo dell'aratro
spinto
dalla fatica dell'uomo
scandisce
il non tempo della memoria

di: Arlette 27/7/2001
Pindaya si trova nella provincia nord-orientale della Birmania, negli "Stati Shan", si visitano le grotte dei centomila Budda dove le statue a migliaia, formano un labirinto all'interno di profonde cavità carsiche.
semina a spaglio: eseguita a mano spargendo il seme sul terreno in modo uniforme

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VENEZIA

La ferrovia affondata nella memoria
l'incantamento ci guida
per salizzade antiche
nella luce a smalto
di una veduta di Canaletto
Sontuosa e defraudata
violata e segreta
la città porge
la sua cornucopia

di: Arlette

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DEDICATO A ..... (acrostico)

P   alesa
I    cone di luce
T   rama
T   essuti d'ombre
O   stenta
R   arefatti
E   nigmi

di: Arlette

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(acrostico)

   M  olto
   A  morevolmente
   D  esti
   R  econditi
   E  chi

di: Arlette

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ALL'ETA' DEI SOGNI

Vorrei ancora una volta
venirti incontro correndo
sulle ali del vento
il cuore disarmato
scardinato
e confuso

Abbracci fugaci
sorrisi furtivi
allegrezza negli occhi
respiri pulsanti
cullanti
e smarriti

Vorrei ancora una volta
scalciare
nel grembo dell’universo
prima che il vento
dissecchi
anche i ricordi

di: Arlette
Loria, 14 febbraio 2012

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ANGOR WAT*

Il groviglio indomabile delle poderose radici
di Suryavarman il delirio di onnipotenza
inesorabilmente sfalda e la pietra si spacca
come ampolla di cristallo che a terra cade

Nella sfida insaziabile all’immortalità
la natura generatrice in perpetuo si ricrea
e sulle ambiziose umane edificazioni
la vittoria imperiosamente si aggiudica

Da arcana bellezza intimorita e soggiogata
silenziosa mi aggiro fra occulte memorie
lo sguardo rapito da enigmatiche Apsara*
in mille e mille pose affioranti dalla pietra

Magnificenza e mistero di Angkor Wat
per l’umanità al terzo millennio
che cattedrali innalza al commercio

di: Arlette
Angkor Wat, 20 luglio 2011
*A cinque chilometri dalla città di Siem Reap, in Cambogia, emerge dalla fitta foresta il Tempio della città (Angkor Wat, in lingua khmer), un sito archeologico di inestimabile valore e unicità.
Nel XII secolo d.c. il re Suryavarman II fece costruire l'immenso complesso sacro in soli 37 anni (1113-1150). L'ipotesi più probabile è che si tratti di un mausoleo, un luogo dove il re avrebbe potuto essere venerato dopo la morte. Nel 15° secolo città di Angkor venne abbandonata e successivamente fu inghiottita dalla giungla , infatti le gigantesche radici delle piante avvolgono ancor oggi i templi.
Il complesso fu conosciuto dal resto del mondo soltanto nel 1860 grazie all'esploratore francese Henri Mouhot.
Angkor Wat è il simbolo della Cambogia, appare sulla bandiera nazionale ed è considerato il più vasto sito religioso al mondo.

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